Droga per gli studenti, condanna a 2 anni

10 Agosto 2021

Nei guai un 26enne lucano: riforniva di hashish e marijuana il cugino che studiava e spacciava a Chieti

CHIETI. Lo accusano di aver alimentato, per almeno un anno, un giro di droga tra gli studenti universitari di Chieti. Mauro Donato Caprioli, 26 anni di Lavello, in provincia di Potenza, è stato condannato a due anni di reclusione (pena sospesa): la sentenza del giudice Luca De Ninis è arrivata con il rito abbreviato. Significa che l’imputato, difeso dall’avvocato Stefano Azzariti, ha potuto beneficiare dello sconto di un terzo della pena. In base all’indagine dei carabinieri della stazione di Chieti Scalo, il giovane ha ceduto al cugino, che studiava Medicina alla d’Annunzio, più quantitativi di hashish e marijuana, recapitandogli la droga direttamente nella stanza dello studentato in cui viveva.
L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca, è nata dall’arresto dell’aspirante medico, in regola con gli studi e con ottimi voti. Al momento del blitz degli investigatori, che da settimane lo tenevano d’occhio, l’universitario è stato trovato in possesso di oltre un chilo di droga, tra hashish e marijuana, due bilancini di precisione, una confezione di cellophane e 1.600 euro.
Il giovane, a distanza di un mese dall’arresto, ha deciso di vuotare il sacco e raccontare tutto ai militari dell’Arma. «Per l’acquisto della droga», ha messo a verbale, «mi sono rivolto a mio cugino. Inizialmente acquistavo modiche quantità, pari a cento grammi di hashish e, saltuariamente, di marijuana. Di recente, però, sono arrivato a comprare anche oltre un chilo di hashish e quantitativi vari di marijuana pari a circa trecento grammi». Il giovane ha descritto anche le modalità d’acquisto: «Contattavo mio cugino tramite telefono e, su mia richiesta, lui stesso portava la droga fino alla mia stanza dello studentato».
Il resto è storia recente: il giudice ha ritenuto attendibile il racconto dell’aspirante medico. E per Caprioli è arrivata la condanna. (g.let.)
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