Droga, Super Mario condannato a 14 anni

Il trentunenne albanese residente a Francavilla era a capo di una grossa banda di trafficanti
CHIETI. La polizia lo aveva soprannominato Super Mario Bros, perché il nome albanese Mareglen era stato italianizzato in Mario. Mareglen Metushi, trentunenne albanese residente da tempo a Francavilla al Mare, era a capo di una grossa banda di trafficanti di droga che spacciava prevalentemente cocaina nell'area del Chietino e del Lancianese.
Proprio come il protagonista del famoso video gioco degli anni Ottanta, anche il giovane albanese usciva ogni mattina di casa con la sua borsa di attrezzi, la tuta blu e il fiorino, ma al posto di lavorare (ufficialmente avrebbe dovuto occuparsi di ristrutturazioni edili) andava smerciando droga. Aveva contatti con i più grossi pregiudicati della malavita teatina e pescarese. Nel 2014 uno dei suoi clienti di Piazzano di Atessa morì per overdose.
La droga arrivava dal Nord Italia e da Roma. La nascondeva sotterrandola nella pineta di San Silvestro a Pescara oppure portandola a casa di un complice a Miglianico che abitava in contrada San Pantaleone.
La Prima sezione della Squadra mobile della questura teatina, in collaborazione con l’Anticrime di Lanciano, lo blocca a Ripa Teatina nel 2015 con in macchina un etto di cocaina in pietra, pura all’85%. L’aveva appena presa da un altro albanese che risiedeva a Canosa Sannita.
Il tribunale teatino in seduta collegiale (presidente Geremia Spiniello, membri Andrea Di Berardino e Valentina Ribaudo), pubblico ministero Giancarlo Ciani, lo ha condannato a 14 anni più 100mila euro di multa. Condannati pure altri due membri dell’organizzazione: Hamit Dybeli (a 9 anni più 40mila euro di multa) e Klevis Bajrami (a 7 anni e 6 mesi più 35mila euro di multa), anche loro albanesi. Assolto invece il quarto albanese Nici Elpiciqui.
Metushi e Dybeli sono stati difesi dall’avvocato Roberto Di Loreto, del foro di Chieti. Bajrami dall’avvocato Fabrizio Castellano del foro di Roma ed Elpiciqui da Angelo Picchioni del foro di Rieti.
Arianna Iannotti

