Drogato in auto uccise 2 giovani: condannato a otto anni di carcere

La Corte d’Appello dell’Aquila esclude l’aggravante della colpa cosciente e riduce la pena di 12 mesi I genitori di una delle vittime: «I giudici hanno accertato che la tragedia ha un unico responsabile»
TOLLO. Attendono di leggere le motivazioni della sentenza, seppur si reputano soddisfatti ora che, dopo sei anni, un provvedimento abbia messo nero su bianco la responsabilità che a uccidere loro figlio Sebastian Draga, 19 anni, quella maledetta sera d'estate del 2018, sia stato Mirco Cavuto, all’epoca dei fatti 31enne. A parlare al Centro attraverso gli avvocati di famiglia Paolo e Roberto Serafini, sono Gheorge Draga e la moglie Elena, genitori del 19enne. Otto anni di reclusione e la revoca del risarcimento di 5mila euro all’Asaps, l’associazione sostenitori e amici della polizia stradale, è quanto stabilisce l’ultima sentenza della Corte d’appello dell’Aquila per Mirco Cavuto, accusato di omicidio stradale pluriaggravato. Provvedimento che diminuisce gli anni di reclusione inflitti nella sentenza del 2020 emessa dal tribunale di Chieti e in cui, con l’aggravante della colpa cosciente, Cavuto era stato condannato a 9 anni (con rito abbreviato). Le motivazioni che hanno portato la Corte d'appello a escludere l’aggravante si leggeranno tra meno di un mese, il prossimo 30 aprile.
I fatti risalgono alla notte del 10 giugno del 2018, quando sulla strada provinciale Chieti-Tollo Cavuto si mise alla guida dell’auto ubriaco e drogato e si scontrò con un motorino, provocando la morte di due giovani, Sebastian di 19 anni, che viaggiava sulla corsia opposta con il motorino, e di Lorenzo Polidori, che di anni ne aveva 26 ed era in auto con Cavuto.
Un conoscente incrociato per caso al ristorante Santa Lucia dove, alcune ore prima dell'incidente, Cavuto e Polidori erano stati per una serata, aveva consigliato al giovane di non mettersi alla guida poiché visibilmente ubriaco. Un punto considerato dal giudice di primo grado che aveva riconosciuto l’aggravante della colpa cosciente sulla scorta dell’assunzione smodata di alcol e cocaina, la velocità folle e uno stile di guida in violazione di qualsiasi prescrizione del codice della strada, nonché sulla base degli inviti ricevuti da più presenti alla cena di non mettersi alla guida in quelle condizioni.
«Dal prelievo eseguito risultava un tasso alcolemico di 2,17 g/l», ricordano i legali della famiglia Draga, «la positività alla cocaina, come attestato dal valore ematico dei suoi metaboliti, corrispondente a 24 volte il valore soglia. Dagli accertamenti svolti dal perito nominato dalla Procura, prima del sinistro l’imputato viaggiava a una velocità superiore ai 40 chilometri orari e svolgeva manovre incaute, come invasione contrapposta di corsia di marcia e pericolose manovre di sorpasso».
La famiglia Draga si dice «soddisfatta dalla sentenza che conferma la responsabilità esclusiva di Cavuto», dice attraverso i legali, «tuttavia ritengono che l’esclusione dell’aggravante della colpa cosciente limiti la piena comprensione della gravità dell’azione dell’imputato e delle conseguenze che ha avuto sulla loro famiglia e su quella di Polidori. Attendiamo le motivazioni della sentenza». (e.g.)
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