Dubbi sulla scoperta dei reperti in mare

19 Giugno 2019

Vasto. Suriani e Prospero (FdI): chiarezza sulla colonna trovata in una zona del lido dove l’acqua è bassa 

VASTO . Fare luce sulle reali origini del reperto archeologico rinvenuto lunedì mattina a nord del litorale, nonché sulle dinamiche del suo ritrovamento. È di questo tenore l’interrogazione presentata ieri mattina da Vincenzo Suriani e Francesco Prospero, del gruppo consiliare Fratelli d’Italia-An, il cui intervento fa seguito al rinvenimento di una parte di colonna di epoca romana, riaffiorata dall’acqua. Quella zona, come è stato ampiamente documentato da alcune ricerche svolte da Davide Aquilano, archeologo e presidente di Italia Nostra del Vastese, è ricchissima di reperti archeologici, tra cui i resti sommersi del porto romano di Histonium. La Guardia costiera, intervenuta tempestivamente sul posto, ha informato del ritrovamento l’amministrazione comunale di Vasto e il vicesindaco Giuseppe Forte ha allertato immediatamente la Soprintendenza per i beni archeologici, nella persona della dottoressa Amalia Faustoferri, che ha autorizzato la rimozione del reperto per trasferirlo presso la sede della Protezione civile di Vasto. Le operazioni di recupero sono avvenute sotto il controllo della Guardia costiera e della polizia locale.
«Il ritrovamento del reperto ha suscitato discreto interesse ma, soprattutto, attorno a questa vicenda, in molti hanno posto interrogativi, in particolare sull’improvviso ritrovamento della colonna, in una zona altamente frequentata della spiaggia, in un posto dove l’acqua marina è particolarmente bassa, a una profondità di poche decine di centimetri», annotano Suriani e Prospero, «riteniamo sia importante capire la reale datazione della colonna, scoprire la sua provenienza e approfondire la dinamica del ritrovamento».
Interrogativi a cui dovranno rispondere gli accertamenti della Sovrintendenza. Del resto che la zona compresa tra il monumento alla Bagnante fino a metà percorso tra le località di Trave e Cungarelle, sia ricca di reperti è fatto assai noto. Ogni anno Italia Nostra del Vastese - che porta avanti da oltre un lustro un progetto di ricerca su quel tratto della costa e su altri, con proprie professionalità e propri mezzi - organizza escursioni subacquee per dare la possibilità a tutti di vedere cosa c’è nei fondali.
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