Due ladri inseguiti e catturati in strada

10 Marzo 2024

I malviventi avevano appena rubato soldi, cellulari e carte di credito in un furgone: erano pronti a colpire di nuovo

MIGLIANICO. Inseguiti e catturati in strada. È finita a Miglianico la corsa di Santo Spinelli, 52 anni di Pescara, e Domenico Santamaria, 66 anni, originario di Palo del Colle (Bari) e residente a Montesilvano: entrambi sono stati arrestati dai carabinieri con le accuse di furto aggravato e possesso ingiustificato di grimaldelli dopo aver rubato soldi, smartphone e carte di credito lasciati su un furgone da tre apicoltori di Tornareccio di 38, 57 e 62 anni. I militari della locale stazione, con la collaborazione dei nuclei operativi e radiomobili di Ortona e Chieti, hanno bloccato i ladri prima che potessero colpire ancora, prendendo di mira automobili e altri veicoli in sosta: il sospetto più che fondato degli investigatori è che la coppia di malviventi, già nel recente passato, sia entrata in azione nella zona.
L’ALLARME
Sono le 16.40 di venerdì quando il luogotenente Corrado Perseo, che dei carabinieri di Miglianico è il comandante, riceve l’alert sul cellulare: il sistema di videosorveglianza comunale segnala che, in un varco dotato di lettore targa, è appena transitata una Lancia Y già inserita nella black list come in uso ad autori di furti, ovvero i reati che più di tutti intaccano la percezione di sicurezza dei cittadini, non sempre in linea con le statistiche. A quel punto scatta immediatamente la segnalazione alla centrale operativa, che dirama le ricerche dell’automobile in questione.
LA CATTURA
Quando vengono intercettati dai militari, Santamaria – che è alla guida della macchina – e Spinelli provano a scappare, ma sono costretti ad arrendersi all’altezza di contrada Montupoli Foro. Durante la fuga hanno gettato dal finestrino quattro carte di credito, che vengono però recuperate. Dalla successive perquisizioni personali e del veicolo spuntano 360 euro in contanti e due cellulari.
LE INDAGINI
È evidente fin da subito la provenienza illecita del denaro e dei telefonini. Su una carta di credito è indicato il nome del titolare, che viene contattato dai carabinieri. Ed emerge che, poco prima della cattura, i due ladri si erano impossessati di soldi, smartphone e altri effetti personali trovati all’interno di un autocarro Renault, parcheggiato in strada da un gruppo di apicoltori che aveva poi raggiunto le arnie in contrada Elcine. La sera stessa l’intera refurtiva viene riconsegnata ai legittimi proprietari. I due ladri, già in passato più volte nei guai per motivi giudiziari, finiscono invece in manette e, su disposizione del sostituto procuratore di Chieti Giancarlo Ciani, trascorrono la notte nelle camere di sicurezza.
L’UDIENZA
Arriviamo così a ieri mattina, quando gli arrestati compaiono davanti al giudice Maurizio Sacco e al pm d’aula Sergio Di Feliciantonio. Santamaria, che afferma di essere un istruttore di equitazione, prova a cucirsi addosso l’abito di amico premuroso e cittadino-modello: «Mi sono recato a Miglianico», dice nel corso dell’interrogatorio, «per andare a prendere Santo, che mi aveva chiesto un passaggio. Prima di arrivare da lui, la mia curiosità è stata attratta da un borsello, che era in strada e che ho raccolto: era mia intenzione portarlo ai carabinieri». Spinelli, che si presenta come venditore di auto e cavalli, aggiunge: «Io non so nulla. Sono salito in macchina e, poco dopo, ci hanno bloccato». Il pm definisce entrambe le versioni totalmente inverosimili e chiede per gli arrestati il carcere, considerando anche i plurimi precedenti, specie di Spinelli. Il difensore, l’avvocato Mariangela Locuratolo, si oppone all’applicazione di misure cautelari. Il giudice convalida gli arresti, sottolinea «l’indubbia gravità del fatto» e, alla luce degli evidenti indizi di colpevolezza e del pericolo concreto e attuale di reiterazione del reato, dispone gli arresti domiciliari per Spinelli e l’obbligo di dimora per Santamaria, con la prescrizione di non uscire di casa dalle otto di sera alle sette del mattino.