Due palazzi a rischio da demolire Parte l’operazione da 13 milioni

14 Febbraio 2021

Finita l’odissea per 67 famiglie: via all’abbattimento e ricostruzione del Trinchese e Panoramico (metà) Da marzo iniziano i lavori: grazie al superbonus del 110% i residenti non devono più anticipare i fondi

CHIETI. Tempo qualche settimana e a marzo partirà la demolizione del condominio Trinchese, il palazzo a rischio crollo a Santa Maria. Dopo l’ordinanza di demolizione emessa dal Comune nel 2018, si sblocca finalmente l’iter e arriva il permesso di demolire e ricostruire. Una operazione da completare entro il 2022, pena la decadenza dei requisiti necessari per usufruire del superbonus del 110% che dovrebbe assicurare ai proprietari dei 30 appartamenti di non dover pagare nulla per l’intera operazione. Ad annunciare l’avvenuto sblocco dell’iter comunale sono stati ieri mattina il sindaco Diego Ferrara e il vicesindaco Paolo De Cesare, che in campagna elettorale avevano promesso che, una volta insediati, si sarebbero occupati del problema. Lo stesso iter verrà ora seguito anche per la demolizione e ricostruzione di circa metà del vicino condominio Panoramico, che ospita 37 appartamenti.
LA FIDEIUSSIONE «Stiamo permettendo un’operazione che la nostra comunità aspettava da troppo tempo», ha detto Ferrara. Il sindaco ha spiegato che si è lavorato per superare il problema degli oneri di costruzione, che ammontano a poco più di 56mila euro. Gli oneri sono dovuti per legge al Comune, ma gli uffici comunali hanno deciso di procedere richiedendo per ora solo una fideiussione assicurativa che permetta l’avvio delle opere nel più breve tempo possibile. Nel frattempo c’è la promessa che il problema degli oneri verrà portato in consiglio comunale per decidere sul loro abbattimento, totale o in parte, in modo che non debbano gravare sugli inquilini dei due palazzi che da un momento all’altro si sono ritrovati senza più una casa. «Ci impegneremo», ha ribadito il sindaco, «a che, nel rispetto delle regole, si portino al minimo i carichi economici di questa vicenda». Un altro ostacolo superato è stato quello delle verande, «motivo per cui non si poteva agire sollecitamente con i permessi», ha spiegato il vicesindaco, «abbiamo risolto con la ragionevolezza dell’ufficio urbanistico». Tanti gli ostacoli trovati, ma, ha sottolineato De Cesare, «noi ci abbiamo messo la faccia e abbiamo lavorato con solerzia perché la situazione venisse sbloccata al più presto. In questi mesi sono state diverse le riunioni per agevolare la soluzione e aggirare i tanti ostacoli che si sono creati».
IL PALAZZO CHE PENDE Alto nove piani più il sottotetto, palazzo Trinchese, in via Don Minzoni 5, presenta un fuori piombo di oltre 60 centimetri che lo fa pendere pericolosamente da un lato. Si trova in una zona che già è oggetto di studio per il movimento franoso che ha provocato crepe anche nei palazzi circostanti. Nel 2017 un’ordinanza comunale ne ha sancito lo sgombero; il 31 dicembre 2018 è arrivata l’ordinanza di demolizione, reiterata il 5 novembre 2019. Ma il palazzo è rimasto al suo posto fino a quando non si è deciso di utilizzare le possibilità offerte dai bonus statali che danno la possibilità ai condomini di non pagare nulla o, al massimo, di ridurre notevolmente l’esborso economico. Il nuovo amministratore di condominio, Stefano Zuccarini, ha già in mano il progetto. Sono state individuate anche le ditte che realizzeranno i lavori, sebbene non sia stato ancora sottoscritto il contratto. Il progettista è l’ingegnere Giampiero Di Primio che prevede la ricostruzione del palazzo esattamente dove si trova, con gli stessi piani ma una volumetria leggermente inferiore all’originale. Per la demolizione e la ricostruzione si prevede una spesa di 6 milioni e mezzo di euro.
IL PANORAMICO Accanto al Trinchese, in via De Laurentiis 13, c’è il condominio Panoramico che subirà la stessa sorte del Trinchese ma solo nella metà che poggia su un terreno poco stabile e presenta evidenti crepe. I 37 appartamenti di questa parte del palazzo sono vuoti da tempo. Anche in questo caso il progettista è l’ingegner Di Primio. La fideiussione richiesta dal Comune per questo palazzo è di 46mila euro circa e l’intera operazione di demolizione e ricostruzione verrà a costare circa 7 milioni e mezzo di euro.