Duecento carabinieri in cattedrale

Il vescovo Forte celebra la messa per il precetto Pasquale: voi al servizio di Dio
CHIETI. Ascolto, disponibilità al sacrificio e la fermezza delle decisioni. Sono queste, secondo l’arcivescovo di Chieti-Vasto, monsignor Bruno Forte, le tre caratteristiche del “servo di Dio” o, se vogliamo, di chi è al servizio degli altri, come lo sono i carabinieri che ieri hanno riempito la cattedrale per il precetto pasquale.
Una grande festa che come di consuetudine si ripropone ogni anno e cobn iol medesimo spirito .
Circa 200 divise hanno preso posto tra i banchi con in prima fila il comandante regionale Michele Sirimarco e quello provinciale Luciano Calabrò. C’erano anche il comandante del Reparto operativo, Erminio Sacco, e quello della Compagnia di Chieti, Federico Fazio.
Non mancava una nutrita rappresentanza dell’associazione carabinieri, tra le cui file era presente anche l’assessore Mario Colantonio, rappresentata dall’ispettore regionale Francesco D’Amelio, dal coordinatore provinciale di Chieti Paolo Tomassetti e da quello di Pescara, Mario Stallone.
C’erano, infine, i rappresentanti delle altre forze dell’ordine. La lettura della “Preghiera del carabiniere”, che desta sempre particolare emozione, è stata affidata all’appuntato scelto Andrea Del Grosso, recentemente insignito della medaglia d’argento al merito della Croce Rossa «per aver salvato vite umane e contribuito alla valorizzazione e alla crescita della Cri».
Il generale Sirimarco ha preso la parola alla fine della messa e ha sottolineato come la “Preghiera del carabiniere”, recitata a bassa voce da molti, sia diventata la «preghiera di tutte le forze dell’ordine». (a.i.)

