E 60 dipendenti rischiano il posto di lavoro

L’attacco dei consiglieri di opposizione: scenario drammatico, resteranno disoccupati con figli a carico
CHIETI. Sono circa 1.500 i pasti negati agli studenti del capoluogo teatino per via del disservizio mensa. Ma il Comune corre ai ripari e annuncia di aver stanziato dei fondi che potranno garantire solo per tre mesi il servizio.
E poi che ne sarà dei dipendenti della ditta che provvedono alla gestione dei pasti nelle scuole? È questa la domanda che il capogruppo di Forza Chieti Stefano Maurizio Costa farà alla giunta durante la commissione d’urgenza che il consigliere ha richiesto agli uffici del Comune. «Si pensa alle mense ma non ai 60 dipendenti che rimarranno senza lavoro», attacca Costa, «dietro ogni lavoratore ci sono famiglie con bambini e spese da affrontare. Che ne sarà di loro? È uno scenario drammatico. Il servizio non riparte perché non ci sono i finanziamenti: la Ladisa ha chiesto l’incremento del prezzo, ma il Comune non ha la capacità di poter trattare per via del dissesto».
All’attacco verso la giunta Ferrara si unisce anche la capogruppo di Azione politica Serena Pompilio: «Le somme non sono ancora sufficienti per coprire tutto il servizio fino a dicembre, ma posso servire per farlo intanto partire da ottobre», riferisce, «il Comune ha stanziato un acconto sul saldo della ditta ancora da corrispondere pari a 76.571 euro per giugno, oltre altri 72.682 per i periodi precedenti. L’assessorato ora proceda in tempi solerti a dare concretezza all’appalto concluso, senza procedere con proroghe o concessioni di servizi, e portando avanti le procedure amministrative che finora sono andate a rilento e partite con notevole ritardo». (e.g.)
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