E a Bomba mobilitazione no gas

15 Ottobre 2023

Spuntano i cartelli contro la nuova proposta di estrazione di metano dal lago

BOMBA. «Giù le mani dal nostro territorio» e ancora «Sciacalli del dio denaro mettono a rischio il nostro territorio». Tornano a mobilitarsi i cittadini di Bomba che sperano di coinvolgere, come già avvenuto in passato sullo stesso argomento, altri abruzzesi. Il motivo è sempre lo stesso: l’estrazione di gas metano da sotto il lago di Bomba che, come già riportato nei giorni scorsi su queste pagine, la Lnenergy è proponente di un nuovo progetto nonostante ci siano già state, nel passato, bocciature in Via (Valutazione impatto ambientale) regionale e nazionale e al Consiglio di Stato e parere negativo espresso, a ottobre del 2021 dal ministero della Transizione ecologica, sommerso da osservazioni di Comuni, Regione e associazioni. Sotto il lago di Bomba ci sono due miliardi di metri cubi di gas che porterebbero a un introito di 50 milioni di euro. Tutto quel gas equivarrebbe a circa 14 giorni di consumo nazionale. Il nuovo progetto prevede, questa volta, una liquefare sul posto del metano estratto e l’estrazione solo dai due pozzi esistenti. Il progetto, del 2018, prevedeva la messa in produzione dei pozzi esistenti Monte Pallano 1 e 2, la perforazione di due nuovi pozzi Monte Pallano 3 e 4 e l’eventuale perforazione di un Monte Pallano 5, oltre alla costruzione di un gasdotto di circa 21 chilometri e di una centrale di trattamento gas in Val di Sangro, nel territorio di Paglieta. Perché è pericoloso estrarre gas da sotto il lago di Bomba? Questa è la domanda alla quale hanno risposto i comitati Via, il Consiglio di Stato e il parere negativo ministeriale: il lago di Bomba si trova in una zona con faglie che potrebbero essere attivate o riattivate a causa delle estrazioni causando terremoti. Oltre all’eventuale rischio inquinamento, principali criticità riguardano: scenario idro-geomorfologico (frane esondazioni); scenario sismo-tettonico: terremoti; rischi per la diga; fenomeno della subsidenza (abbassamento verticale della superficie terrestre legato anche a uno sfruttamento eccessivo di fluidi sotterranei, come acqua, petrolio e gas). Il giacimento è stato scoperto nel 1958 dalla Meridionale idrocarburi, la titolarità è stata per circa 30 anni dell’Agip, controllata poi dell’Eni, che non l'ha mai utilizzato.
©RIPRODUZIONE RISERVATA