E a casa spuntano 8 cellulari e 2 pc
Il pm dispone accertamenti sul materiale informatico. Domani l’interrogatorio
CHIETI. Sono spuntati otto cellulari, due notebook e un tablet dalla perquisizione dell’appartamento di Lanciano in cui vive il preside Marcello Rosato, da due giorni agli arresti domiciliari. La procura ha già disposto un accertamento tecnico sul materiale informatico sequestrato dai poliziotti della squadra mobile: il pm Marika Ponziani ha nominato come consulente Davide Ortolano. L’analisi di smartphone e pc comincerà lunedì 29 giugno. Secondo il giudice Andrea Di Berardino, il numero elevato di telefoni trovati nell’appartamento è «sintomatico del fatto che Rosato aveva numerose diverse utenze con cui contattava i minorenni e dietro i quali celava la sua identità». Anche il numero con cui chattava con la vittima non era quello noto agli insegnanti. L’indagato, sottolinea ancora il giudice, avrebbe potuto «benissimo dirigere altrove, quantomeno escludendo i minorenni dal suo raggio d’azione, i propri vizi privati, ovviamente non in discussione. In definitiva, si tratta di una persona priva di autocontrollo, assolutamente carente di freni inibitori e di coscienza del suo ruolo sociale e non ultimo etico, giacché, diversamente, non gli sfuggirebbe la irrimediabile gravità delle conseguenze delle sue azioni».
Gli investigatori hanno portato via pure 26 dvd pornografici scoperti all’interno della casa di San Vito di proprietà dell’indagato. «Casa nostra»: così descriveva, in base all’accusa, quell’appartamento a due passi dal mare quando parlava con la vittima.
Domani, alle dieci del mattino, l’indagato comparirà in tribunale, davanti al giudice Di Berardino, per l’interrogatorio di garanzia durante il quale potrà fornire la sua versione e respingere tutte le accuse. (g.let.)
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