E a Punta Penna esplode la protesta per i cattivi odori
VASTO. «In questi giorni l’aria a Punta Penna è talmente irrespirabile da costringerci a dormire con le finestre chiuse». Protestano gli abitanti del quartiere Ater a ridosso dell’omonimo porto e...
VASTO. «In questi giorni l’aria a Punta Penna è talmente irrespirabile da costringerci a dormire con le finestre chiuse». Protestano gli abitanti del quartiere Ater a ridosso dell’omonimo porto e della zona industriale, costretti a convivere da decenni con odori nauseabondi che provocano bruciore alla gola e secchezza alle narici. Succede soprattutto in coincidenza di venti provenienti da Nord-Ovest, ma è evidente che con il caldo di questi giorni la situazione è particolarmente pesante per chi, vivendo in alloggi popolari, non dispone di condizionatori d’aria. «Siamo costretti a dormire con le finestre chiuse, con disagi facilmente intuibili», dicono i residenti, «sono anni che denunciamo questa situazione alle autorità preposte, ma inutilmente». Odori non proprio gradevoli e fastidiose esalazioni vengono avvertiti spesso anche dai numerosi turisti e bagnanti che in estate affollano la spiaggetta di Punta Penna, nella riserva naturale di Punta Aderci. La puzza arriva, qualche volta, ed in presenza di particolari condizioni, anche in via San Rocco, in linea d’aria abbastanza distante da Punta Penna. È anche capitato in passato che alcuni operai addetti all’impianto di depurazione dell’ex Coniv, siano stati costretti a rivolgersi al pronto soccorso dell’ospedale di Vasto per una serie di disturbi, come bruciore agli occhi e secchezza alla gola. Le associazioni cittadine suggeriscono una denuncia contro ignoti per il reato di molestie olfattive e nello stesso tempo chiedono uno studio mirato sulla qualità dell’aria. «Vogliamo sapere cosa respiriamo», incalzano i residenti, «abbiamo il diritto di conoscere quali sostanze vengono immesse nell’aria». Le prime emissioni risalgono al 2005, anche se i primi accessi al pronto soccorso dell’ospedale di Vasto ci furono nel 2009 quando alcuni addetti dell’impianto di depurazione vennero colti da malore a causa delle sostanze irritanti presenti nell’aria della zona industriale. A distanza di 15 anni non solo non è ancora stata individuata la sostanza che, in presenza di particolari agenti atmosferici (soprattutto venti provenienti da nord-ovest) provoca secchezza alla gola e bruciore agli occhi, ma non è mai stato effettuato un monitoraggio. (a.b.)

