E ad Ari vietate le cene con più di 6 persone

Boom di contagi in paese, il sindaco Salerno: «L’ordinanza va rispettata o scatteranno le sanzioni»
ARI. Schizzano i contagi nel piccolo comune di Ari e il sindaco corre ai ripari adottando un’ordinanza restrittiva che vieta, tra le altre cose, pranzi e cene con oltre sei persone.
Il sindaco Marcello Salerno, sentito il prefetto Armando Forgione, ha deciso di vietare «pranzi, cene, feste, eventi o altra occasione di assembramento, sia al chiuso che all’aperto, sia in luoghi pubblici che privati, che veda la presenza di oltre 6 persone». L’ordinanza entra in vigore l’ultimo giorno dell’anno e dura fino al 9 gennaio.
«Sono consentiti i pranzi e le cene tra familiari e conviventi», continua il provvedimento, «restano altresì consentite le cerimonie religiose nel rispetto della normativa vigente in tema di distanziamento, igiene e uso delle mascherine». L’ordinanza incide anche a livello di bar e ristoranti perché dispone «la chiusura anticipata di tutte le attività di ristorazione e di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande nel territorio comunale dalle ore 22 alle 7 del giorno successivo, restando comunque consentita la sola vendita da asporto». Il sindaco infine avverte che «opportuni controlli saranno disposti con l'ausilio delle forze dell'ordine». Insomma: per i trasgressori scattano le multe.
«È un’ordinanza che lancia un segnale chiaro», spiega Salerno, «visto il numero sempre più alto di contagi. Ho deciso di adottare misure di salute pubblica, sebbene al momento i tamponi molecolari ci danno solo 16 positivi al Covid, di cui uno solo in ospedale. Ma dall’esito dei tamponi rapidi ho potuto capire che c’è un trend in crescita esponenziale del contagio. Purtroppo l’esito dei tamponi molecolari arriva in ritardo, la Asl, per sua stessa ammissione, è in affanno a causa del grande numero di test che viene effettuato, ma il risultato dei tamponi rapidi, per quanto non ufficiale, è di gran lunga superiore. Per questo motivo ho dovuto agire in maniera preventiva. Ci consola il fatto che Ari è uno dei centri più vaccinati della provincia e, infatti, la gran parte di chi ha contratto il virus ha pochi sintomi o addirittura nulla». (a.i.)

