E adesso è tutti contro tutti La maggioranza non c’è più

10 Luglio 2019

In consiglio il sindaco non ha i numeri: può contare solo su dieci fedelissimi Forza Italia rilancia: senza accordi, non votiamo. Ma la giunta sta con Di Primio

CHIETI. E adesso è tutti contro tutti. Inizia sotto il segno delle liti nel centrodestra l’ultimo anno in Comune del sindaco Umberto Di Primio. Dopo il ritiro delle dimissioni, Di Primio si ritrova una giunta di 9 assessori che lo appoggiano ma in consiglio è un’altra storia: qui Di Primio guida una ormai ex maggioranza di appena 10 fedelissimi. Poi ci sono gli 8 consiglieri ribelli: 5 di Forza Italia legati all’assessore regionale Mauro Febbo, i primi ad aprire la crisi del Comune, il presidente Liberato Aceto e due pezzi dell’Udc, Mario De Lio e Roberto Melideo. Eccolo il paradosso della politica teatina: Forza Italia protesta dal consiglio ma ha due assessori in giunta, Mario Colantonio ed Emilia De Matteo; l’Udc, che in giunta ha l’assessore Antonio Viola, è spaccata: Marco Russo e Clara Ricciardi sono schierati con Di Primio mentre De Lio e Melideo si siedono tra i dissidenti del centrodestra. Un rebus.
Dall’altra parte, contando anche i tre consiglieri del gruppo Chieti Da Capo, Stefano Rispoli, Enrico Raimondi e Mario Troiano, l’opposizione arriva a 14 voti. Fatti i conti, quindi, ribelli e consiglieri di minoranza sono 22: per sfiduciare il sindaco servono 17 firme. Ma è un’ipotesi quasi impossibile. È quanto traspare dalle parole del sindaco: «Qui ci sono 11 persone che ci mettono la faccia e altre 20 che sperano che si arrivi sempre a 14. E mi fermo qua».
Dopo le dimissioni revocate, ricomincia un altro scontro. Forza Italia, con il capogruppo Marco D’Ingiullo e i consiglieri Maura Micomonaco, Emiliano Vitale, Maurizio Costa ed Elisabetta Fusilli, mette in chiaro: «Se le nostre richieste fossero accolte», dice D’Ingiullo, «saremmo disposti a tornare in maggioranza. In caso contrario, salvo il “Troiano” di turno, il sindaco dovrà licenziare il consuntivo con i suoi 10 consiglieri ieri presenti in conferenza stampa». Il voto sul bilancio consuntivo è il prossimo scoglio per Di Primio: entro il 19 luglio, su diffida del prefetto Giacomo Barbato, la giunta dovrà approvare il documento e non dovrebbero arrivare colpi di scena; poi, però, il bilancio varato dalla giunta dovrà passare in consiglio e ripartirà la caccia ai voti. «Adesso», continua D’Ingiullo, «si grida allo scandalo per l’eventuale arrivo di un commissario prefettizio ma, qualche mese fa, il sindaco cercava di proiettarsi alla presidenza della Regione senza preoccuparsi minimamente dello scioglimento del consiglio e dei tanto famigerati 40 milioni di opere pubbliche». E D’Ingiullo replica al sindaco che, durante la conferenza stampa, ha parlato di richieste senza motivazioni: «Riguardo i motivi legati ai maggiori finanziamenti da girare al Teatro Marrucino, sono stati illustrati in una riunione convocata dal vicesindaco Giuseppe Giampietro; su Teateservizi ribadiamo le nostre posizioni per l’assunzione dei vincitori di concorso e l’avviso pubblico per gli altri in modo da trasformare i contratti da tempo determinato a indeterminato con conseguente risparmio fiscale. L’amministrazione su questo ha sempre tergiversato. Infine, piano commercio e la questione politica relativa all’assessore Di Biase».