E all’Alberghiero gli studenti scioperano

Le classi che frequentano la sede staccata protestano per le condizioni precarie dell’edificio
VILLA SANTA MARIA. Sono in sciopero gli studenti dell’Ipssar Marchitelli che frequentano la Vegè, sede staccata situata a pochi metri da quella centrale. L’occasione della protesta è data dai danni che il forte vento di libeccio ha prodotto due notti fa alla struttura: tegole cadute dal tetto, pezzi di cornicioni precipitati al suolo tanto che i vigili del fuoco, dopo un sopralluogo, hanno dichiarato inagibile la struttura. Lo sciopero, però, affonda le radici nelle segnalazioni, fatte dagli stessi studenti, su uno stato generale di precarietà della struttura che è stata la prima sede del Marchitelli, nel 1939. Sul sito internet della scuola i ragazzi, ieri mattina, hanno letto questa comunicazione: «A causa del maltempo la sede Vegè rimarrà temporaneamente chiusa a partire da mercoledì 13 dicembre, ma che verrà comunque garantito agli studenti il regolare svolgimento delle lezioni. Gli alunni delle classi interessate dovranno presentarsi alle 8,25 nell’atrio della sede centrale, da dove saranno smistati in altri locali dell’istituto». Gli studenti, però, non solo non sono entrati ma hanno anche preannunciato, per questa mattina, una manifestazione davanti al Comune. L’ex Vegè è frequentata da: 5ª sala ricevimenti; 5ªD enogastronomia; 4ª sala e pasticceria; 5ªC enogastronomia. Allo sciopero hanno partecipato anche i ragazzi (5ªF enogastronomia, 5ª pasticceria, 5ªE, 5ªA e 5ªB enogastronomia) che frequentano un’altra succursale, l’ex mensa, situata a pochi metri dall’ex Vegè.
«Scioperiamo perché questa è la cosiddetta goccia che ha fatto traboccare il vaso», affermano gli studenti, «all’interno ci sono altri danni strutturali come crepe sui muri, luci non a norma, gradini davanti alle porte, riscaldamenti a condotta dall’alto. Abbiamo chiesto più volte, con lettere alla dirigenza, la messa a norma della struttura, affinché la Provincia provveda, ma nulla si è visto. Adesso diciamo basta!». (m.d.n.)

