E alla Denso cassa integrazione a rotazione

San Salvo. Intesa impresa-sindacati: c’è anche lo stop alla esternalizzazione di alcune lavorazioni
SAN SALVO. Fermata l'esternalizzazione delle lavorazioni e assicurata la rotazione della cassa integrazione fra i lavoratori. È quanto concordato ieri al termine dell'incontro fra i rappresentanti sindacali e i dirigenti Denso. «È stato un incontro interlocutorio», dice Primiano Biscotti, segretario Fim-Cisl. «È importante la notizia che riguarda l'esternalizzazione. Altrettanto importante però è il rispetto dell'accordo firmato lo scorso aprile e che prevede la rotazione di tutti i lavoratori per la cassa integrazione. Lo abbiamo detto chiaramente all'azienda». Attualmente i lavoratori in cassa integrazione sono 70. Le parti hanno fissato un nuovo incontro per metà settembre per approfondite diverse altre questioni.
La crisi economica attraversata dal colosso giapponese è profonda ed è dovuta ad una serie di fattori (esterni e interni) che rischiano di minare la solidità dell'azienda. Gli ammortizzatori sociali aiuteranno Denso a superare la fase più delicata. Nel sito produttivo di Piana Sant'Angelo lavorano 914 dipendenti. In questi mesi dovrebbe arrivare nuovo lavoro dal Brasile, dal Giappone e dagli Stati Uniti. Il nuovo amministratore delegato, Francesco Monaco, punta al recupero delle perdite e al ritorno al pareggio di bilancio. Un anno fa Denso ha dichiarato 200 esuberi. I lavoratori che hanno aderito ai contratti di espansione ad oggi sono stati 178. L'azienda ha chiesto e ottenuto la cassa integrazione guadagni straordinaria per un anno. La guerra in Ucraina però sta provocando nuovi problemi. L'accelerazione che l'Europa intende imprimere alla transizione verso i motori elettrici è in grado di cambiare lo scenario anche a Piana Sant'Angelo. L'ex ministro del Lavoro, Andrea Orlando, aveva garantito attenzione per la Denso ma il governo è caduto. La speranza è che il nuovo ministro rinnovi l'impegno salvando l'occupazione e traghettando Denso (ma anche Pilkington ) fuori da questa crisi partita due anni fa e che sembra non avere fine. Le prossime settimane saranno fondamentali per verificare se gli effetti prodotti dal lievitare dei costi energetici peggioreranno le perdite di bilancio del 2020 e del 2021. (p.c.)
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