E anche la Sasi è nel mirino: «Comunicazioni in ritardo»

13 Agosto 2021

In alcune contrade di Lanciano lo stop è dal pomeriggio: partono gli esposti La società: «Noi investiamo, ma il vero problema sono le sorgenti all’asciutto» 

CHIETI. È un elenco che si allunga ogni giorno quello che la Sasi, società che gestisce il servizio idrico in 87 comuni della provincia, pubblica per indicare le chiusure serali dell’acqua. Un elenco che comprende ormai da mesi alcuni centri e, soprattutto, alcune contrade di Lanciano che ora restano con i rubinetti a secco anche il pomeriggio. Crescono pure le proteste degli utenti: c’è chi è pronto a fare esposti, chi si è rivolto ai carabinieri, chi chiede il rispetto degli orari e una comunicazione più precisa. La Sasi risponde con investimenti sulle reti ma soprattutto con il problema delle sorgenti a secco su cui purtroppo non può intervenire. Manca l’acqua: c’è un deficit che va dai 50 ai 70 litri al secondo.
LE PROTESTE La Sasi da tempo ha annunciato la necessità di fare chiusure e che sarebbero state a rotazione, per non colpire tutti i suoi 165.000 utenti. Ma l’elenco dei Comuni che subiscono razionamenti cresce ogni giorno. Ieri, ad esempio, c’erano 18 centri tra cui Atessa, Ortona, Lanciano dove ormai sono in ginocchio le contrade di Villa Andreoli, Iconicella, Re di Coppe, Colle Pizzuto, Villa Elce, Selva Rotonda, Rizzacorno, Villa Pasquini, Carrieri e Sant’Onofrio, che subiscono chiusure da mesi e ora anche di giorno, dalle 14 alle 18. Come se non bastasse, si stanno unendo altre contrade e il centro dove non si registravano razionamenti da anni. E alle chiusure seguono le proteste degli utenti. La Sasi risponde in primis con la crisi delle sorgenti e poi con la popolazione che è triplicata con l’arrivo dei turisti.
LA PORTATA «Sono accesi tutti e 4 i pozzi di soccorso per pompare più acqua ma la portata utile della sorgente di Fara San Martino non arriva ai 1.200 litri al secondo necessari a garantire un servizio efficace», spiega Fabrizio Talone, responsabile reti adduzione e distribuzione della Sasi. «Abbiamo un deficit che va dai 50 ai 70 litri al secondo». E questo perché l’acqua scarseggia a causa di due inverni consecutivi avari di piogge e, soprattutto, di neve.
GLI ORARI Tra le proteste c’è quella della mancata comunicazione di alcune chiusure – come capitato un paio di giorni fa in via Del Mare – e degli orari non rispettati. «Comunichiamo l’orario in cui l’operatore comincia a fare le chiusure», riprende Talone, «non è l'orario in cui va via l’acqua che varia in base a diversi parametri, ad esempio la velocità in cui viaggia che è bassa, circa 40 chilometri al secondo. Poi dipende dalla posizione dell’utente: più è vicino al luogo di chiusura prima gli andrà via l'acqua e più tardi riavrà la fornitura. Non è semplice fare una comunicazione che valga per tutti e senza variazioni».
I LAVORI E se sulle sorgenti Sasi non può intervenire può farlo sulle reti: investimenti e lavori sono in corso. «L’impresa Itachi Europe ha vinto la gara per i lavori di ricerca perdite nei comuni del vastese, frentano e ortonese», puntualizza Pio D’Ippolito, responsabile area tecnica Sasi, «per un importo di 314.073 euro. La ditta Ia.ing srl si dovrà occupare del progetto riguardante i comuni dell'Avello per 174.050 euro. Sono interventi importanti che contribuiranno a recuperare litri di acqua, come già accaduto a Vasto, e quindi a migliorare il servizio». «Comprendiamo le enormi difficoltà degli utenti e pure l’esasperazione di chi da settimane ha un servizio a metà», chiude il presidente Sasi Gianfranco Basterebbe. «Ci dispiace per i problemi causati da queste sospensioni, specie in questo periodo di grande caldo a cui si sono aggiunti incendi devastanti, ma stiamo vivendo una situazione fortemente critica. Siamo costretti alle chiusure».
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