E c’è la frenata sul salvataggio di Teateservizi

5 Novembre 2023

Nel Documento unico di programmazione in dubbio la concessione delle sedi in comodato gratuito

CHIETI. Il Comune non sembra più pronto ad assicurare a Teateservizi l’aumento delle spese per il servizio di riscossione, la sede di piazza Carafa in comodato gratuito e la cessione della sede comunale di via delle Robinie. Su alcuni dei perni su cui si regge il piano di risanamento della partecipata, la giunta del sindaco Diego Ferrara sembra frenare. O addirittura ingranare la retromarcia.
Tra le 120 pagine del Documento unico di programmazione (Dup) che ha appena avuto il via libera della giunta, si leggono infatti passaggi che mettono in dubbio sia l’aumento dell’aggio (il costo del servizio di riscossione), sia il comodato d’uso gratuito della sede di Teateservizi, sia la cessione dell’edificio di via delle Robinie. In pratica tutto il piano di risanamento stilato dal liquidatore Luca Di Iorio, per volontà della stessa giunta, sembrerebbe a rischio.
Il piano è stato approvato dal consiglio comunale con la cosiddetta delibera salva-Teateservizi, ma la delibera dallo scorso marzo non è mai stata compiutamente attuata. Sinora si è proceduto soltanto a riprendere in house la gestione cimiteriale e a firmare il nuovo contratto di servizi. A cambiare le carte in tavola rispetto a una delibera consiliare, che per legge va attuata, potrebbe essere la dichiarazione di dissesto avvenuta a giugno.
E così tra le pagine del Dup, al capitolo che riguarda Teateservizi, si legge che ale suddette ipotesi di risanamento dopo la dichiarazione del dissesto da parte del Comune presentano ancor più problematiche derivanti dagli accertamenti in corso da parte dell’Anac e dell’Agcom che metterebbero in dubbio gli aumenti degli aggi di riscossione volontaria. Nelle more degli esiti e definizioni da parte degli organi di controllo nell’ipotesi di bilancio stabilmente riequilibrato non è stato previsto per il 2024 e 2025 l’aumento della spesa relativo all’aggio. Tuttavia a fini prudenziali è stato mantenuto un accantonamento nel fondo passività potenziale». E dunque, per il momento l’aumento degli aggi sembra bloccato, anche se non è detto che in futuro la questione non possa essere risolta, in questo caso i fondi necessari sarebbero stati comunque accantonati.
«Altra circostanza sopravvenuta», si legge ancora, «rispetto agli originali indirizzi con la dichiarazione di dissesto e l’insediamento dell’Osl (Organismo straordinario di liquidazione) è quella che attribuisce alla competenza dello stesso organismo le alienazioni del patrimonio immobiliare per il finanziamento della massa passiva». Come dire: l’immobile da cedere non è più nostro.
«Ultima problematica è relativa alla misura di risanamento proposta di comodato d’uso della struttura attualmente occupata dalla società in quanto l’articolo 259 del Tuel impone all’ente di attivare ogni entrata anche riorganizzando i servizi relativi all’acquisizione delle entrate e attivando ogni altro cespite».
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