E comincia il processo anche per le figlie

16 Marzo 2018

CHIETI. Avrebbero capito in anticipo, anche di 5 anni, che il gruppo Villa Pini sarebbe fallito e avrebbero perciò iniziato a distrarre fondi, in previsione del fallimento. È questa l’accusa con cui...

CHIETI. Avrebbero capito in anticipo, anche di 5 anni, che il gruppo Villa Pini sarebbe fallito e avrebbero perciò iniziato a distrarre fondi, in previsione del fallimento. È questa l’accusa con cui le figlie di Vincenzo Angelini, Chiara di 42 anni e Federica di 36, e l’ex marito di quest’ultima, Georgiou Kanellos, 38 anni di Francavilla al Mare, sono stati rinviati a processo, davanti al giudice Isabella Allieri e al pm Giuseppe Falasca. Il reato di cui sono accusati è quello di ricettazione pre-fallimentare. Federica Angelini e Kanellos (difesi la prima da Vittorio Supino, nella foto, e il secondo da Marcello Di Carlantonio), in qualità di amministratori e legali rappresentanti della Agk (una società nata per l’acquisto, la vendita e la gestione di immobili), «essendo consapevoli dello stato di dissesto della Villa Pini d’Abruzzo e della Novafin - la holding del gruppo - distraevano o comunque ricettavano», dice l’accusa, «904.616 euro, flussi in entrata dalle predette società dichiarate fallite nel 2010, transitati per i conti personali di Vincenzo Angelini». Il primo finanziamento risale al 2005. Vicenda diversa, ma stessa accusa anche per Chiara Angelini, difesa anche lei da Supino. Questa volta si tratta di un finanziamento complessivo di 423.103mila euro che sarebbe andato alla Immobiliare Sanfranco di cui la Angelini era amministratore unico e legale rappresentante. Nella seduta di ieri sono stati ascoltati i consulenti della difesa Sergio Spinelli e Pietro Iavarone. La difesa sostiene che quei soldi sono usciti dal conto privato di Angelini e non erano soldi delle società fallite. L’udienza è stata aggiornata al 17 maggio prossimo.