E Confartigianato protesta: basta chiusure

Il direttore Giangiulli: «Aca e Comune si prendano le loro responsabilità, poco rispetto per i cittadini»
CHIETI. «Aca e Comune devono prendersi le loro responsabilità per quello che sta succedendo a Chieti». Il direttore provinciale di Confartigianato Chieti-L’Aquila, Daniele Giangiulli, dice basta alle «chiusure indiscriminate dell’acqua» e chiede «più rispetto per i cittadini che pagano le bollette e per le piccole imprese, come quelle della ristorazione, che con l’acqua lavorano e che, se non hanno un’autoclave o un sistema di accumulo, stanno subendo gravi danni. Non bastavano i mesi di lockdown provocati dall’emergenza sanitaria, adesso che ristoranti e pub possono tornare finalmente a lavorare, pur con tutte le restrizioni anti-Covid, arrivano le chiusure a impedire loro di rimettersi in carreggiata».
Giangiulli dice di capire le difficili condizioni in cui si trova l’Aca, «che deve gestire un acquedotto colabrodo, il peggiore tra i capoluoghi di provincia italiani, che perde secondo dati Istat ben il 74% dell’acqua immessa, e che deve far fronte a una grave carenza idrica, aggravata dagli ultimi incendi. Ma questo non significa che si può chiudere in maniera indiscriminata i serbatoi, lasciando i rubinetti a secco di giorno e di notte. Ok a chiusure e riduzioni, ma che siano concordate con il Comune e che siano precedute da un’informazione adeguata. Insomma, se si dice che si toglie l’acqua alle 23.30, non si può chiudere alle 22, come è successo qualche sera fa, mettendo in grave difficoltà quegli esercizi commerciali della ristorazione che non possono installare un’autoclave. Oppure, se si dice che si chiude l’acqua durante la notte, non si può lasciare le famiglie con un filo d’acqua durante il giorno, come è successo».
Confartigianato non salva neanche il Comune: «A ognuno il proprio ruolo», dice Giangiulli, «se è vero che la gestione è dell’Aca, il ruolo del Comune è quello di chiedere all’azienda di rispettare le esigenze del capoluogo teatino. Per capirci, non si può annunciare con tanto di comunicato stampa che con l’Aca si è trovato l’accordo sia sui giorni e sia sugli orari della chiusura e venire smentiti come nulla fosse. È vero che di mezzo c’è stata l’emergenza incendi, ma ricordo che già prima degli incendi il Comune aveva annunciato solo due chiusure settimanali e l’Aca ne aveva invece varate tre. E poi dove è andata a finire la sbandierata informazione preventiva da parte di Aca? Credo che un Comune debba avere anche la forza di giocare il suo ruolo e di far rispettare gli accordi che prende». (a.i.)
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