E’ disabile, il processo non si può fare

28 Gennaio 2016

Tribunale-cantiere con ascensori fuori uso: la parte civile della causa contro l’ex Provincia non può entrare in aula

CHIETI. Processo rinviato causa… barriere architettoniche. Succede anche questo al tribunale di Chieti, ancora in fase di ristrutturazione, dove ieri mattina doveva riunirsi la causa che vede imputati per abuso d’ufficio l’ex presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, la sua ex giunta e l’ex segretario generale dell’ente.

La vicenda è quella delle cosiddette “assunzioni facili” in Provincia, una indagine partita nel 2010 a causa di un esposto presentato in Procura da un giovane di Rapino, il trentenne Lorenzo Torto. Nella lente degli investigatori finirono le procedure per assumere otto persone, attraverso il ricorso a un’agenzia di lavoro interinale e senza dare seguito ai dettami della la legge 68 del 1999, quella sui disabili che riserva posti alle categorie protette. Essendo Torto portatore di handicap, ha fatto valere i suoi diritti presentando la denuncia in Procura. Nel processo, assistito dall’avvocato Graziano Benedetto, figura ora come unica parte civile.

E così ieri mattina il giovane di Rapino si è presentato di buon ora in piazza San Giustino per recarsi al terzo piano della sede principale del tribunale dove si riuniscono le udienze penali. Davanti al giudice Geremia Spiniello ieri avrebbero dovuto sfilare tutti i testimoni, sia dell’accusa che della difesa. Ma invece l’udienza non è mai iniziata. Perché Torto con la sua sedia ha rotelle non ha mai potuto raggiungere il terzo piano dello stabile, visto che gli ascensori non funzionano. Né il vecchio, né i nuovi dell’ala ristrutturata. Causando non pochi disagi a chi, per un motivo o per un altro, non può farsi tre piani di scale a piedi.

Il presidente Spiniello, vista la situazione, si è dato subito da fare per cercare di rimediare e ha tentato di trasferire tutti, avvocati, cancellieri, testimoni e parte civile, nella sede di via Arniense. Qui non c’erano molti posti a disposizione e così Spiniello ha chiesto al giudice Federico Ria di lasciargli la propria stanza.

Senonché è saltato fuori un altro problema, perché l’aula non era dotata di impianto di fonoregistrazione. Di fronte all’ennesimo ostacolo anche Spiniello ha deciso di arrendersi, rinviando l’udienza al 9 marzo, ma sospendendo la prescrizione, cosicché i giorni persi a causa di un ascensore rotto e di un impianto di fonoregistrazione mancante non pesassero sull’iter processuale.

«Amareggiato, angosciato, umiliato». Così si è definito Lorenzo Torto davanti alla «scena deprimente» dell’udienza che non poteva iniziare. «Devo dire la verità», confessa, «non so se la prossima volta mi presenterò di nuovo in tribunale. Non so se ce la faccio a subire un’altra umiliazione come questa. E dire che non si tratta di un ufficietto di periferia», è l’amaro sfogo del giovane di Rapino, «ma di un’aula di giustizia. L’ascensore è rotto da un anno, cosa costava», conclude, «attrezzarsi con un servo scala provvisorio». (a.i.)