E gli ausiliari sospendono lo stato di agitazione

15 Giugno 2024

La decisione dopo l’incontro in prefettura: possibile una riduzione dei tagli sugli orari di lavoro

CHIETI. Piccole aperture da parte della Asl in relazione a una seppur minima riduzione dei tagli annunciati di alcuni servizi ospedalieri e possibile riorganizzazione dei servizi in modo da non gravare troppo né sulla qualità dell'assistenza sanitaria né sui lavoratori che la assicurano. Si è concluso con questi risultati il tavolo prefettizio di ieri mattina, riunito a seguito della comunicazione della Asl sulla riduzione del 50% delle ore di lavoro del personale ausiliario – circa 60 addetti – impiegato negli ospedali della provincia nel servizio di facchinaggio.
«Ci sono stati spiragli che al momento ci hanno indotto a sospendere lo stato di agitazione dei lavoratori impegnati nel servizio di facchinaggio», ha spiegato al termine dell’incontro la segretaria Filcams Cgil Chieti, Elena Zanola.
La riunione in prefettura, coordinata dal capo di gabinetto Martina Iurescia, si è svolta alla presenza, tra gli altri, del direttore amministrativo della Asl Giampaolo Grippa e dei rappresentanti delle aziende Dussmann e Auriga, che gestiscono il servizio, oltreché delle rappresentanze sindacali della Filcams teatina.
«È stato un confronto costruttivo», ha riferito la sindacalista, «dal quale è emersa la volontà di tutti gli attori di affrontare nel merito il tema della riorganizzazione del servizio di facchinaggio. Come più volte denunciato, il taglio paventato rischia di causare la perdita di posti di lavoro per gli addetti interessati che svolgono da oltre 20 anni servizi essenziali per il funzionamento della macchina sanitaria. Le aziende si sono dunque impegnate a formulare una proposta scritta di riorganizzazione del servizio anche sulla base di una disponibilità manifestata dalla Asl di rivedere alcuni aspetti».
Si attende dunque la proposta di riorganizzazione prima di riprendere o meno forme di protesta. «Continueremo a vigilare», ha assicurato Zanola, «senza escludere, qualora necessario, la ripresa di tutte le forme di protesta consentite dalla legge. Nessuno deve rimanere indietro, la professionalità dei lavoratori degli appalti non può diventare di serie b ed essere cestinata con un tratto di penna». (a.i.)
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