E i cittadini tornano in strada per la frana

27 Maggio 2015

Santa Maria Calvona continua cedere, momenti di tensione e incomprensione con gli operai

CHIETI. Una cosa è certa: la frana di Santa Maria Calvona peserà sul voto delle amministrative. Non siamo infatti di fronte a un semaforo rotto, come quello di Filippone, sul quale il Pd ha ingaggiato una battaglia contro il Comune. La frana nel quartiere a valle del Theate Center è ben più grave e paradossale. Ieri pomeriggio i cittadini sono scesi in strada e tra proteste, incompresioni e una fogna rotta, gli operai del Comune hanno dovuto gettare la spugna e battere in ritirata di fronte a quel cordone di persone. I fatti: l’appalto di somma urgenza, un palliativo per Santa Maria Calvona, è partito da oltre un mese. Dopo però che i lavori erano rimasti al palo per un anno. Cantiere e appalto fanno capo alla Regione, alla Protezione e al Genio civile. Ma le ruspe, dopo un primo intervento di palificazioni per bloccare la frana, si sono fermate. Dietro allo stop c’è la constatazione che dieci pali non sono sufficienti: occorre una variante in corso d’opera per sistemare almeno altri cinque grossi pali in cemento di contenimento. Ma nell’attesa, la strada più a monte, quindi immediatamente sotto le palazzine sempre più a rischio, è ripartita travolgendo anche un tubo della fogna che vomita acqua putrida. Il Comune, ieri pomeriggio, si è fatto carico del problema sicurezza lungo la strada sventrata che rappresenta un pericolo per le auto in transito. Ma gli operai, giunti a Santa Maria Calvona per scaricare sabbia e colmare il dislivello, hanno trovato ad attenderli i cittadini preoccupati e arrabbiati. E si sono presi anche le colpe della Regione.