E i palazzi diventano opere d’arte

23 Giugno 2019

Grandi murales sulle facciate con le riproduzioni dei quadri di Van Gogh e Munch

CHIETI. Grandi murales sulla facciata dei palazzi. Opere d’arte urbana a firma dell’impresa edile Matricardi di Chieti che dei dipinti sulla facciata degli edifici ha fatto quasi un marchio di fabbrica: laddove si può, spunta fuori un immenso quadro, che sorprende e impreziosisce la città. Il primo è del 2006 in viale Croce, il secondo è del 2010 in viale Abruzzo e ora è stato appena terminato quello di piazza Roccaraso che ancora una volta ha stupito. Si tratta di un grande Guerriero di Capestrano, alto 14 metri, dipinto con colori diversi su due diverse facciate della palazzina in costruzione nella nuova piazza di Chieti Scalo da poco inaugurata. «La scelta del Guerriero di Capestrano non è casuale», spiega il geometra Mauricio Gallo, che segue i lavori per conto dell’impresa di costruzione amministrata da Valeriano Matricardi, «il condominio, infatti, si chiama il Guerriero». A dipingerlo è stato il pittore teatino Walter De Vincentiis, mentre a disegnarlo è stato l’architetto Sabrina Di Primio. «Anche quest’opera ha ricevuto molti apprezzamenti», continua Gallo, «come era già successo con i due precedenti murales, tutti realizzati da De Vincentiis. L’idea ci è venuta in mente per tentare di lasciare qualcosa di artistico sulle nostre costruzioni. Ogni volta ci vuole almeno un mese per la realizzazione dell’opera, ma il risultato è sempre sorprendente».
Il primo murales realizzato nel 2006, quello di viale Croce al civico 368, è una riproduzione del celebre quadro di Edvard Munch Il Sole. La scelta è caduta su quest’opera perché il condominio si chiama appunto il Sole. La palazzina di viale Abruzzo 82 si chiama, invece, condominio Le stelle e così su una parete cieca al secondo piano, nel 2010, De Vincentiis ha riprodotto La notte stellata di Vincent van Gogh. Poi è toccato al Guerriero simbolo d’Abruzzo. E non è finita qui. Perché l’impresa Matricardi sta per realizzare una nuova palazzina alla Colonnetta e ha già pensato a un’opera d’arte ad hoc: questa volta la scelta cadrà su Kandinskij, ma non si sa ancora quale dei suoi quadri verrà riprodotto.