E i sindacati dichiarano lo stato di agitazione
La lettera al prefetto per chiedere un incontro urgente: «Pronti anche alle manifestazioni in piazza»
CHIETI. I sindacati dichiarano lo stato di agitazione: a due settimane esatte dalla sentenza di fallimento della Teateservizi le organizzazioni sindacali chiedono un incontro urgente al prefetto Mario Della Cioppa. È di ieri la lettera a firma delle sei organizzazioni che da subito sono scese in campo per sostenere i 25 impiegati della società mandati a casa dopo il fallimento. Giuseppe Rucci (Fp Cgil), Simone Di Lanzo (Cisl Fp), Francesca Piscione (Felsa Cisl), Marco Angelucci (Uilfpl), Ernesto Magnifico (Uiltucs) e Smeraldo Ricciuti (Confsal Funzioni locali) insieme alle Rsa aziendali hanno inviato una missiva alla prefetto, alla Commissione di garanzia per l’attuazione della legge sullo sciopero nei servizi pubblici, al sindaco Diego Ferrara e al curatore fallimentare, l’avvocato Guglielmo Flacco. «Vista la sentenza», scrivono sindacati e Rsa, «dichiariamo lo stato di agitazione dei lavoratori della società Teateservizi, società prevalentemente addetta alla riscossione dei tributi comunali, servizio essenziale che porta introiti nella casse del Comune di Chieti che attualmente è in dissesto economico finanziario; in quanto i lavoratori sono stati sospesi senza remunerazione dal servizio da parte del curatore fallimentare». È stato infatti il verbale a firma dell’avvocato Flacco a comunicare ai 25 lavoratori della società di restituire il badge, poiché i loro contratti erano cessati. «Tutt’oggi non c’è una data certa del loro reintegro in servizio», scrivono i sindacati, «e del loro futuro lavorativo. Vi sono contratti lavorativi scaduti e non rinnovati, sia per gli interinali che per i tempi determinati». Per questi motivi i sindacati chiedono di «convocare con estrema urgenza il tavolo conciliativo, così come previsto dalle vigenti norme di legge». I sindacalisti sono sul piede di guerra e non escludono una manifestazione in piazza. «Vogliamo chiedere al prefetto di farsi portavoce all’amministrazione al fine di velocizzare le attività che poi porteranno alla concessione del servizio», dice Di Lanzo (Cisl Fp), «non è esclusa una manifestazione in piazza, ma attendiamo prima il tavolo con il prefetto». La lettera è stata inviata anche al sindaco, e non per sola conoscenza. «Vogliamo le carte sul tavolo di questo famoso piano B», dichiara Ricciuti (Confsal Funzioni locali), «ora serve la procedura di raffreddamento, non si possono tenere i lavoratori sospesi e senza stipendio. Hanno vinto un concorso pubblico». Per Rucci (Cgil Fp)«al di là dei tempi previsti dal curatore per chiedere l’esercizio provvisorio, il Comune deve predisporre gli atti per un affidamento diretto nelle more del bando europeo», dice, «come già indicato dal sindaco il rischio è che si dilatano i tempi con pesanti ripercussioni su lavoratori e casse comunali».

