E il giudice assolve il rivale Febo

Caso depuratore: scagionati il candidato del centrosinistra e il dirigente La Rovere
CHIETI. Luigi Febo è comparso davanti al giudice monocratico Andrea Di Berardino per alcuni rifiuti non smaltiti dal depuratore di Vallepara. Luigi Febo era accusato insieme al dirigente che si occupa dei rifiuti Giuseppe La Rovere, per un reato ambientale. Ma entrambi, difesi dall’avvocato Marco Femminella, sono stati assolti con la formula piena: «perché il fatto non sussiste».
I fatti risalgono al 2011 quanto i carabinieri del Noe, su segnalazione dell’Arta, individuano alcuni fanghi per i quali non era stato attivato il processo di smaltimento nel depuratore di Valle Para. Finiscono sotto inchiesta e poi citati direttamente dalla procura l’allora assessore ai lavori pubblici Febo e il dirigente del settore. Ma il particolare che salva i due imputati e un accordo di programma del 2009 nel quale il Comune trasferisce la gestione del depuratore al Consorzio di bonifica che avrebbe dovuto pensare al processo di essiccazione e quindi di depurazione dei fanghi. Nel patto c’era scritto, però, che gli oneri pregressi a quell’accordo restavano al Comune. E su questa frase si è innescata l’ indagine del Noe. Ma oneri pregressi, non riguardano la procedura materiale alla quale era obbligata il Consorzio. A chiedere l’assoluzione ieri in dibattimento anche il rappresentante della procura.
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