E il Pd presenta un’interrogazione sulla Asl

Paolucci e Marongiu contestano la gestione del policlinico dopo la lite tra sindaci, primari e manager
CHIETI. Non si placa la polemica politica sulla gestione della sanità teatina e arriva l’interrogazione del capogruppo Pd in consiglio regionale Silvio Paolucci.
L’ex assessore regionale alla sanità intende fare luce su quello che è avvenuto nel comitato ristretto dei sindaci del 29 giugno scorso, quello che ha dato ascolto alle lamentele dei primari sulla gestione dell’ospedale Santissima Annunziata, chiudendosi con una scia di polemiche al veleno. «Ho proposto una nuova convenzione università-Regione-Asl, vista l'inerzia del governo regionale», dice Paolucci, «e ho depositato un’interrogazione per conoscere intenti e tempistiche dell’esecutivo». Secondo Paolucci la Regione non può ignorare il grido d’allarme dei primari del Santissima Annunziata. «La situazione è grave», dice l’ex assessore, «bisogna dare priorità alle convenzioni con i reparti per salvaguardare scuole di specializzazione, specializzandi e percorsi formativi. Serve una strategia che potenzi organici e reparti, perché sia garantito il diritto alle cure dei cittadini e si investa sui percorsi formativi dell’ateneo. Spiace rilevare che alcuni rappresentanti istituzionali siano corsi in soccorso politico di un manager in evidente difficoltà, piuttosto che chiedere interventi a vantaggio dei presidi territoriali. Le difficoltà sono confermate da tutti gli operatori sanitari del Santissima Annunziata, tanto forti e condivise da spingere sette primari, che rappresentano la quasi totalità delle specializzazioni del clinicizzato, a esternarle in sede di riunione del Comitato dei sindaci, che non è un organo politico come vorrebbe Thomas Schael, ma è un organo di supporto alle scelte della Asl e a servizio della comunità sanitaria».
Sulla stessa linea anche il segretario provinciale Pd Leo Marongiu: «Schael segue un canovaccio ben preciso da mesi: se non puoi convincere prova a confondere. Che importa se a venire meno sono i diritti dei cittadini. Molti amministratori locali, che vivono un confronto diretto con il personale medico e infermieristico delle strutture sanitarie, mai come oggi raccolgono appelli dal mondo sanitario, che lamenta di essere abbandonato a causa di una direzione generale che più che operativa è autoreferenziale».
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