E il vescovo fa comprare i termo-scanner

L’arcidiocesi di Lanciano-Ortona si organizza per misurare la febbre ai fedeli e sanificare le chiese
LANCIANO . Prima l’acquisto di termo-scanner e la sanificazione delle parrocchie e poi si potranno celebrare i funerali con al massimo 15 persone e, da lunedì 11 maggio, anche le messe. L’arcidiocesi di Lanciano-Ortona si organizza per garantire “le misure da adottare nel rispetto della normativa sanitaria” per la ripresa delle celebrazioni dei funerali, consentiti da oggi per un massimo di 15 persone, anche se per ora questi funerali non ci saranno. Continueranno infatti a tenersi solo la benedizione delle esequie fino a quando le parrocchie non saranno in grado di rispettare tutti i parametri richiesti dalla Cei e dal governo, ovvero: misurazione della temperatura corporea attraverso termometro digitale o termo-scanner (condizione da soddisfare qualora si celebri in chiesa oppure, per diverse ragioni, all’aperto); utilizzo della mascherina; distribuzione dell’Eucaristia da parte del celebrante con cura minuziosa dell’igiene delle proprie mani; sanificazione della chiesa; individuazione di un addetto alla sicurezza e di un gruppo di volontari a cui affidare il servizio d’ordine per una ordinata celebrazione in sicurezza.
E sono proprio i termo-scanner e la sanificazione i punti più difficili da assicurare. Ma in soccorso di parrocchie e fedeli arriva la curia. «Facciamo partire oggi dalla curia l’ordine di acquisto per i termo-scanner», dice l’arcivescovo Emidio Cipollone, «e ci stiamo adoperando per fare una prima sanificazione delle chiese. L’arcidiocesi, in aiuto alle comunità parrocchiali, è impegnata economicamente per cercare di avere tutti gli strumenti idonei a che tutti i parroci e amministratori parrocchiali possano svolgere il ministero pastorale “in sicurezza” durante il periodo di emergenza. Ma da oggi tutte le nostre parrocchie non saranno pronte per i funerali, non possono materialmente soddisfare tutte le giuste condizioni precauzionali elencate da Cei e governo».
Che fare quindi? «Se i parroci e gli amministratori parrocchiali», precisa monsignor Cipollone, «non hanno già conseguito un pieno raggiungimento delle condizioni richieste, e il tutto deve essere comunicato alla curia che ne verificherà il soddisfacimento, questi saranno tenuti, fino a quando non saranno disposte misure con decreto arcivescovile, a celebrare la sola benedizione esequiale direttamente al cimitero».
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