E in ortopedia arriva un medico a tempo

Il reparto, con poco personale, per ora resta aperto: il primario Di Prinzio affiancato nelle reperibilità
VASTO. Il reparto di ortopedia dell’ospedale San Pio per il momento resta aperto. La direzione aziendale ha inviato a Vasto, il dottor Amedeo D'Ortona, ortopedico in servizio a Lanciano che affiancherà il primario nella reperibilità. Lunedì dovrebbero arrivare due specializzandi. Il primario Enzo Di Prinzio riceverà un aiuto anche se la situazione resta piuttosto critica. Il sindaco di Vasto, Francesco Menna, insiste nel voler incontrare l'assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì.
«L’assessore deve venire a Vasto», dice Menna, «e rendersi conto delle condizioni in cui sono costretti a operare bravi e seri professionisti». Le dimissioni del dottor Michelino Barbato, medico affermato e amato dai pazienti, raccontano molto. Il web si è scatenato. «Barbato», ha scritto la dottoressa Maria Amato, primario di Radiologia, «è sempre stato uno strenuo difensore del diritto alla salute». La sua decisione a parere della Amato rivelerebbero il logorio che hanno affrontato e continuano ad affrontare le aree chirurgiche del San Pio, «...dell'alzarsi la mattina sperando che non ci siano imprevisti e che il femore rotto si possa operare , che gli anestesisti ci siano , che le macchine funzionino, che il personale ci sia. Anche se non posso dire al sindaco di passarsi una mano sulla coscienza prima di chiedere attenzione per il San Pio perché è giusto per il sindaco protestare e chiedere attenzione, lo dico all'ex segretario dell'ex assessore alla sanità, Silvio Paolucci. La cucina che non c'è non è un problema, ma la richiesta di pasti decenti sì. Mi aspetto un’interrogazione di Paolucci all'assessore alla sanità. Tutti sanno del diritto alla salute dei vastesi calpestato ma a tempi alterni, chi governa la Regione cade dal pero».
Alessandra Notaro, consigliera della Buona Stagione, ha affidato al web le sue riflessioni sul San Pio: «Sono stanca», scrive, «della misera politica di parte e chiedo un'azione condivisa mirata a iniziare un confronto con l'assessore, con temi concreti da portare sul tavolo e richieste di impegni seri da realizzare in tempi certi».
Ma al San Pio c’è carenza anche di altro personale. (p.c.)
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