E l’arrestato comprava le dosi con i bitcoin

3 Maggio 2022

Il racconto in aula durante l’interrogatorio: «Così le ho acquistate su internet al prezzo di 60 dollari»

CHIETI. Pagava la droga con i bitcoin, la criptovaluta usata per comprare qualsiasi cosa senza che sia possibile risalire ai dati di chi lo fa. Italo Pompa, arrestato lo scorso fine settimana dalla squadra mobile di Chieti, si riforniva su internet utilizzando la moneta virtuale, non soggetta ai controlli delle banche centrali o delle autorità. Ad ammetterlo davanti al giudice Luca De Ninis, affermando però che si tratta di stupefacente per uso personale, è stato lo stesso indagato. Pompa ha raccontato di aver reperito hashish, ecstasy e anfetamina su internet al prezzo di circa 60 dollari in bitcoin.
Il meccanismo è stato svelato da alcune indagini già arrivate a conclusione nei mesi scorsi, soprattutto in Campania. Dark web, per cominciare. Accessibile a tutti, pagine uguali a quelle in cui si naviga normalmente ma dove è possibile trovare e comprare di tutto – dalla droga alle armi, ma anche documenti falsi, pornografia, farmaci – con la garanzia dell’anonimato. Muoversi in quel mondo sotterraneo e invisibile è possibile grazie all’applicazione Tor, in inglese “The onion rings”, “anelli di cipolla”. Così la ricerca sul dark market delle migliori offerte per gli stupefacenti – introvabili sul web ufficiale – genera una vera e propria gara tra venditori di tutto il mondo per offrire il prezzo più basso. In questo contesto, anche Italo Pompa deve aver individuato l’affare giusto. E ha creato, per pagare, un suo portafoglio di bitcoin. Esiste solo un codice: nessun nome, indirizzo o numero di telefono. (g.let.)
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