E’ l’artista che espose con Picasso

Alla Camera di Commercio la mostra di Amadio, i suo quadri sanno di libertà
CHIETI. Ottant'anni di vita non sono pochi, soprattutto per i comuni mortali. Sembra però che per gli artisti rappresentino una terza giovinezza. Se la voglia di dipingere, di scolpire, di incidere non subisce tracolli né fisici né psichici, significa che l'arte è qualcosa di più di un "mestiere", è l'essenza stessa della vita e a volte ne rappresenta l'unica ragione. La riprova di una teoria un po' bislacca ma quanto mai verificabile, è nella mostra che Vittorio Amadio, pittore-scultore-incisore di Castel di Lama in provincia di Ascoli Piceno, sta tenendo in questi giorni alla Bottega d'Arte e alla Expo Room della Camera di Commercio di Chieti. Suddivisa in blocchi di opere, la mostra (che sarebbe utile seguire con il catalogo in mano), mette in scena la produzione nuova e nuovissima di un artista che fa dell'istinto e della velocità di esecuzione le sue armi migliori.
Quello del pittore marchigiano vuole essere un viaggio all'interno del suo modo di concepire l'arte fatto di gesti rapidissimi, di impatti violenti sulla tela, di nessun leziosismo gratuito, di una totale e irrefrenabile libertà che non comprende paletti né etici né estetici.
A 15 anni dalla grande esposizione di "benvenuto al Terzo Millennio", realizzata in Spagna, a Barcellona, nel dicembre del 1999, Vittorio Amadio ha inteso ricordare e celebrare un momento che lo vide, unico artista italiano, esporre le sue opere insieme con quelle di Josep Maria Subirachs e di Pablo Picasso.
La mostra di Barcellona (alla quale fece seguito una "personale" nei locali del Camp Nou, il mitico stadio della squadra di calcio), consacrò l'artista di Castel di Lama a livello mondiale e decine furono le mostre organizzate in Europa e negli Stati Uniti. Per assurdo però, come accade ai creativi mai soddisfatti di se stessi e del mondo intorno, Vittorio Amadio decise di sospendere l'attività espositiva, di ridiscutere il suo essere artista concedendosi un lungo periodo di studio e di approfondimento che lo ha portato a riformulare il rapporto con le tele, le carte, il legno, le pietre e ogni altro materiale utile a dare sfogo alla sua incontenibile voglia d'arte.
La mostra di Vittorio Amadio è adatta a chi ama l'arte contemporanea all'insegna della degustazione. Proprio come un buon vino d'annata.
Massimo Consorti

