E l’interprete arrivò nel 1986 dopo Chernobyl

28 Aprile 2022

A fare da interprete all’appuntamento di ieri al Pala Santa Filomena con i giovani ucraini è arrivata Inna Zavadovska, anche lei una profuga che però conosce la lingua italiana perché è stata...

A fare da interprete all’appuntamento di ieri al Pala Santa Filomena con i giovani ucraini è arrivata Inna Zavadovska, anche lei una profuga che però conosce la lingua italiana perché è stata ospitata a Chieti da piccola, quando aveva 12 anni. Inna arriva, dalla regione di Chernobyl colpita dal disastro nucleare del 1986. Grazie all’associazione di Casalincontrada “I bambini visti dalla luna”, Inna è stata ospitata a lungo dalla famiglia teatina di Vittorio Festa e Isella Cavallo, a cui è rimasta legata. «Appena è scoppiata la guerra, mi hanno detto di tornare in Italia», dice Inna, «ho preso mio figlio e sono tornata a Chieti. È molto bello riabbracciarli ed essere tornata in un posto che da subito si è dimostrato molto ospitale». (a.i.)