E la Asl finisce sotto accusa per la gestione del Cup a Vasto
VASTO. L'annuncio fatto dall'assessore regionale Nicoletta Verì sull'avvio del progetto per la realizzazione del nuovo ospedale di Vasto è stato accolto con scetticismo. L'assessore Verì ha...
VASTO. L'annuncio fatto dall'assessore regionale Nicoletta Verì sull'avvio del progetto per la realizzazione del nuovo ospedale di Vasto è stato accolto con scetticismo. L'assessore Verì ha assicurato che la prossima settimana la direzione generale della Asl Chieti-Lanciano-Vasto presenterà il progetto. E a settembre il progetto verrà presentato al ministero della Salute. Per l'assessore regionale è la prova che la Regione mantiene le promesse. Non sono mancate tuttavia le critiche. Il centrosinistra nel ricordare che la stessa promessa era stata fatta un anno fa, ha auspicato che la responsabile dell'assessorato regionale alla sanità faccia seguire agli annunci i fatti.
Intanto la pandemia continua a creare disagi ai medici di famiglia e ai pazienti. Sono sopratutto questi ultimi a contestare normative che ritengono assurde e che accrescono i disagi provocati dalla burocrazia. Non vengono risparmiate critiche alla direzione generale della Asl. Un grande problema pare sia la gestione del Cup. «Il cittadino si trova a combattere quotidianamente con gli operatori», assicurano alcuni pazienti, «il Cup rifiuta le impegnative dei medici di famiglia perché la dicitura inserita non è codificata con il software in uso. La Asl dovrebbe imporre definitivamente ai loro Cup di accettare le richieste del medico che fa le prescrizioni». Altro problema che porta all’esasperazione del paziente e dello stesso medico di famiglia viene dalle strutture convenzionate. «Si rifiutano di accettare le impegnative», protestano i cittadini, «in quanto difformi dal loro software. La direzione Asl viene invitata quindi a obbligare le strutture convenzionate a uniformarsi al catalogo regionale. È facile», si difendono alcuni medici, «affermare che il medico di famiglia ha sbagliato, ma pare evidente che chi sbaglia non è il medico di famiglia». (p.c.)
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