E la Croce Rossa sfida la Asl per riavere l’appalto-trasporti
CHIETI. La Croce Rossa non ci sta a vedersi sfilare di mano dalla dirigenza Asl il servizio di trasporto dei malati, dopo averlo ottenuto con una convenzione siglata il 30 dicembre del 2013. Il...
CHIETI. La Croce Rossa non ci sta a vedersi sfilare di mano dalla dirigenza Asl il servizio di trasporto dei malati, dopo averlo ottenuto con una convenzione siglata il 30 dicembre del 2013. Il manager Francesco Zavattaro ha sospeso la convenzione prima della scadenza. Assistita dagli avvocati Francesco Paolo Febbo e Giuseppe Di Sebastiano, i due comitati di Chieti e Vasto della Cri, hanno depositato mercoledì scorso un ricorso al Tar per l’annullamento dei provvedimenti con cui il direttore generale Asl, Francesco Zavattaro, ha sospeso la convenzione per il servizio di ambulanza decidendo di bandire una gara aperta a tutti gli operatori del settore. La convenzione aveva validità triennale e stabiliva il costo del servizio in 2 milioni di euro, cifra che era passibile di essere rivista in aumento. Si era trattato di un affidamento diretto del servizio, avvenuto alla vigilia della trasformazione dei comitati provinciali della Croce rossa in società di diritto privato. Va detto che l’affidamento aveva suscitato non poche polemiche all’interno degli altri operatori del settore, con una serie di ricorsi al Tar. Proprio l’ondata di ricorsi potrebbe aver convinto il manager a fare marcia indietro, ma, in tema di giustizia amministrativa, anche la Cri vuole giocarsi ora le proprie carte. Anche perché nella convenzione approvata a fine dicembre 2013 c’era scritto che entrambe le parti avrebbero avuto “facoltà di recedere dalla convenzione a partire dall’1.1.2016 con obbligo di preavviso non inferiore a 90 giorni”, mentre la sola Asl avrebbe avuto la “facoltà di risoluzione unilaterale a far data dall’1.1.2015, qualora ne assuma lo svolgimento diretto con mezzi e personale propri”. Mezzi e personale che ovviamente la Asl non ha. Secondo i ricorrenti, inoltre, la stessa convenzione prendeva preventivamente in considerazione il cambio di status voluto dalla riforma della Cri, da pubblico a privato. E dunque, l’avvenuto mutamento non potrebbe ora costituire motivo valido per far decadere il legame tra Asl e Cri. Il ricorso prende in esame anche i due ricorsi al Tar proposti contro la convenzione, che lo stesso Zavattaro richiama nel provvedimento con cui la scioglie, essendo stati “parzialmente approvati”.
Il Tar in materia si è già pronunciato su ricorso della Protezione civile Valtrigno, sostenendo che essendo la Cri, ente di diritto privato deve partecipare come tutte le associazioni a gare pubbliche. I giudici però hanno aggiunto che fino al 1 gennaio del 2016 possono continuare a gestire il servizio. Dopo questa data la Asl dovrà procedere a gara pubblica.(a.i.)

