E la difesa attacca: non c’è l’associazione per delinquere

3 Dicembre 2018

Oggi iniziano i primi interrogatori dell’inchiesta Evelin. «Non c’è alcun requisito per parlare di associazione a delinquere», sostiene l’avvocato Marisa Berarducci (nella foto), che difende tre...

Oggi iniziano i primi interrogatori dell’inchiesta Evelin. «Non c’è alcun requisito per parlare di associazione a delinquere», sostiene l’avvocato Marisa Berarducci (nella foto), che difende tre arrestati: Alessandro Ronzullo, 35 anni barese residente a San Salvo, e gli albanesi Denis Bimi (28), ritenuto il capo della banda, ed Elvin Tafili (39), accusato di essere un corriere della droga e di aver detenuto armi da fuoco. «L’accusa ha creato questo castello, ma non ci elementi per un reato così grave», è la posizione del legale. Ronzullo e Tafili, incastrati dalle intercettazioni telefoniche, erano stati arrestati dopo la sparatoria al bar Evelin. Il 21 novembre del 2016 il foggiano, in un controllo dei carabinieri all’uscita di Vasto Nord sull’A14, nascondeva un chilo di cocaina nella ruota di scorta. Tafili, invece, era stato fermato dai finanzieri di Bologna il 30 aprile del 2017: aveva in auto 2,5 chili di cocaina acquistati in Olanda. «Le posizioni di Ronzullo e Tafili», osserva Berarducci, «sono state già definite in un processo. Dopo quegli arresti, non hanno più avuto contatti con quelli che l’accusa considera componenti di un’associazione criminale». (g.let.)