E la minoranza chiede il consiglio comunale

Sette gruppi di opposizione avvertono: «Il presidente Febo deve convocarlo entro l’8 settembre»
CHIETI . All’indomani della protesta sull’acqua, i gruppi di minoranza tornano a chiedere di fissare il consiglio comunale sulla carenza idrica. «L’8 settembre», fanno sapere i gruppi di minoranza Chieti Viva, Di Iorio Sindaco, Forza Chieti, Azione Politica, Udc, FdI e Lega, «scadono i termini entro cui il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire l’assise straordinaria sulla crisi idrica richiesta da tutti i consiglieri di minoranza e dallo stesso sindaco Diego Ferrara».
Il sostegno del primo cittadino alla richiesta delle opposizioni aveva creato non poco malcontento all’interno delle forze di maggioranza, che comunque hanno dovuto prendere atto della libertà di movimento del sindaco stesso. «Infatti la norma», spiegano i gruppi di opposizione, «configura un obbligo del presidente del consiglio comunale Luigi Febo di procedere alla convocazione dell’organo assembleare, come si evince dalla previsione del termine di adempimento (20 giorni), per la trattazione da parte del consiglio delle questioni richieste. La giurisprudenza si è da tempo espressa affermando che, in caso di richiesta di convocazione della seduta da parte di un quinto dei consiglieri, al presidente del consiglio comunale spetta soltanto la verifica formale che la richiesta provenga dal prescritto numero di soggetti legittimati, mentre non può sindacarne l’oggetto».
Ad oggi, però, ai richiedenti non è stata ancora comunicata la data della riunione dei capigruppo per organizzare i lavori del consiglio né si sa se l’ufficio di presidenza abbia tempestivamente informato e formalmente convocato i vertici di Aca e Ersi, come richiesto. «Ci auguriamo», concludono le minoranze, «che a fronte dei dissidi, tutti interni alla maggioranza, non ci sia alcun tipo di ostruzionismo per allungare i tempi». (a.i.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

