E la polizia lancia la campagna anti-truffa

24 Luglio 2023

Ecco i consigli per prenotare online in totale sicurezza e difendersi dal rischio di essere raggirati

CHIETI. In estate sempre più persone scelgono di organizzare in totale autonomia le vacanze, spulciando tra siti internet e gli annunci online, ma in parallelo aumenta il rischio di truffe. La polizia postale e Airbnb, portale online di case vacanza, hanno lanciato una campagna per aiutare i meno esperti a riconoscere e stare alla larga dai raggiri più diffusi, individuando i profili più comuni dei truffatori e i consigli per smascherarli.
Il testimonial dell’iniziativa è Marco Camisani Calzolari. «I tentativi di truffa su Airbnb sono estremamente rari grazie anche alla nostra scelta di trattenere i pagamenti per l’host fino a check-in avvenuto. Inoltre, comunicando solamente attraverso la piattaforma, gli ospiti sono tutelati lungo tutto il percorso», ha spiegato Giacomo Trovato, country manager di Airbnb Italia.
Il campanello di allarme deve scattare in presenza di tre tipi di annunci. C’è lo schema del finto proprietario all’estero che non può accogliere di persona l’affittuario e conduce la trattativa a distanza, ma è il preludio di una richiesta di bonifico internazionale; il malintenzionato, infatti, chiede documenti (che utilizzerà poi per costruire la sua prossima falsa identità), condivide non meno di 2-3 bozze di contratto, in un crescendo di zelo che culminerà nella necessità di concludere l’affare entro 24 ore, il tutto seguito da una finta pagina di prenotazione e una finta fattura. C’è poi il falso problema informatico: l’annuncio si trova su un sito di seconda mano o immobiliare, ma alla richiesta di ulteriori informazioni, anche tramite l’app ufficiale, scatta la proposta di continuare la conversazione per posta elettronica o messaggistica; subentra poi il problema dell’aggiornamento del calendario: l’annuncio non è in quel momento visibile (in realtà lo ha rimosso) e fornisce quindi il link diretto al portale, che in realtà è un sito clone. Il terzo caso è quello del truffatore amichevole: l’annuncio è sprovvisto di recensioni, ma la proposta è allettante e il truffatore propone addirittura uno sconto, chiedendo di annullare la prenotazione e passare a trattare privatamente, così da risparmiare entrambi la commissione del portale, ma una volta incassato il bonifico sparisce.
Per non farsi ingannare bisogna fare attenzione ai link condivisi via email o da altri siti, diffidando di chi propone affitti sui social, su siti di annunci di seconda mano o portali immobiliari e poi chiede di trasferire la trattativa su un altro portale come Airbnb. C’è il rischio, infatti, che venga condiviso un link a un sito fasullo. Occhio anche alle email con il logo della piattaforma: non è detto che siano autentiche ed è sempre bene non aprire i link allegati. Infine, le prenotazioni si concludono solo dal sito o dall’app. (y.g.)
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