E la Trignina piange il giovane chef Stefano

10 Giugno 2023

San Salvo. Cordoglio per la vittima della statale. Magnacca: la sicurezza stradale diventi una priorità

SAN SALVO. Niente autopsia ma solo un’ispezione cadaverica esterna per Stefano Colaneri, il trentenne di Frosolone morto giovedì pomeriggio in uno scontro frontale sulla Trignina. La morte dello chef, che lavorava a Montesilvano, ha scioccato i colleghi che gli hanno dedicato un massaggio sui social. «Oggi piangiamo la scomparsa del nostro chef, ma prima di tutto grande uomo, una grande persona e un grande amico». Il sindaco di Frosolone pare intenzionato a proclamare il lutto cittadino nel giorno dei funerali di Colaneri , una delle tante vittime della Trignina. Nell'incidente sono rimaste ferite altre tre persone: un automobilista napoletano di 56 anni che è stato elitrasportato a Chieti per un trauma toracico e 2 pugliesi di 48 e 52 anni che oggi saranno dimessi dall'ospedale San Pio da Pietrelcina di Vasto.
Sulla pericolosità della Trignina e anche dell’A14 è intervenuta ieri il presidente del consiglio comunale di San Salvo, Tiziana Magnacca. «Due morti, di cui una vita spezzata a soli 30 anni, e undici feriti. È triste e tragico il bilancio di due distinti incidenti avvenuti nelle ultime ore sulla Trignina e in A14», ricorda Magnacca. «Due incidenti che in un solo giorno ci hanno ricordato che il tema sicurezza di queste due arterie resta una delle priorità per questo territorio. È il tempo di passare alle soluzioni a vista», sollecita il presidente del consiglio comunale, «per ribadire la indilazionabilità degli interventi di raddoppio della Fondovalle 650 Trignina. E che dire dell’autostrada A14 che si conferma nel tratto del sud dell’Abruzzo come tra i più pericolosi d’Italia oltre a rappresentare un danno per l'economia e il turismo della nostra regione? Situazione di criticità aumentata dai cantieri che da anni ne caratterizzano il percorso, causa indiretta di incidenti stradali, oltre che a rendere difficile la percorrenza su una direttrice che collega il nord e il sud sul tratto orientale dello stivale, e che aggiungono pericolosità al percorso. Occorre un impegno serio di progettazione definitiva e non di parole vuote». (p.c.)
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