E Lannutti presenta la sua Banda d’Italia

CHIETI. L'auspicio che Carichieti possa tornare ad essere quella banca territoriale che tanto ha aiutato lo sviluppo dell’impresa locale e che Banca d'Italia possa tornare ad avere un funzione di...
CHIETI. L'auspicio che Carichieti possa tornare ad essere quella banca territoriale che tanto ha aiutato lo sviluppo dell’impresa locale e che Banca d'Italia possa tornare ad avere un funzione di reale controllo sul sistema: questo il riassunto degli interventi del giornalista e scrittore Elio Lunnutti che sabato scorso ha presentato il suo ultimo libro “La Banda d’Italia”. Si tratta di un volume di inchiesta nel quale Lannutti, presidente dell'Adusbef (Associazione difesa utenti servizi bancari finanziari postali e assicurativi), mette in luce un sistema che appare per molti versi autoreferenziale e soprattutto che troppo spesso non vigila o almeno non trasmette completamente le proprie informazioni. Risultato: miliardi persi dai risparmiatori e un costo sistemico enorme perché le banche italiane sono tre volte più care delle concorrenti europee. Dall’Europa e dalla Bce sino al commissariamento Carichieti: questo l’excursus affrontato alla presenza di una platea numerosa ed attenta presso la sede centrale della Camera di commercio di Chieti, in piazza Vico. L’incontro ha visto, tra i relatori, due i parlamentari Movimento 5 stelle, Daniele Pesco e Gianluca Castaldi, che nei loro interventi hanno annunciato di aver depositato un esposto alla Procura di Roma per chiedere il sequestro della documentazione riguardante i derivati. Presente anche il consigliere regionale Sara Marcozzi che ha fatto gli onori di casa: «Ritenevo indispensabile organizzare un momento di riflessione con il conterraneo Lunnutti», ha detto, «che ha condotto un pregiatissimo lavoro sulle opacità del lavoro di Bankitalia».

