E le destre abbracciano Pace

27 Marzo 2017

Canzoni missine, applausi a Delfino e commozione per la lettera dell’ex governatore d’Abruzzo

CHIETI. Il cuore teatino e abruzzese che batte a destra celebra la sua storia e i suoi protagonisti. Di fronte a una platea di circa 200 persone, è andato in scena ieri al Supercinema “Nostalgia dell'Avvenire - 70 anni del Movimento Sociale Italiano in Abruzzo raccontato dai protagonisti”, a cura della Fondazione Cantiere Abruzzo presieduta dall’onorevole di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano. L’onorevole ha condotto l’evento insieme al consigliere regionale Mauro Febbo, invitando sul palco i protagonisti della storia missina. Uno di loro, molto caro alla città di Chieti ma anche all’intera regione che nel 2000 lo ha eletto presidente, non è potuto intervenire per seri problemi di salute. Giovanni Pace ha voluto comunque essere presente con un breve messaggio, letto sul palco da Di Stefano. A Pace è andato l’applauso e l’affetto della platea del Supercinema. Erano presenti, tra gli altri, il sindaco Umberto Di Primio, il consigliere regionale Lorenzo Sospiri, l’assessore comunale Mario Colatonio, e i consiglieri comunali Emiliano Vitale e Maurizio Costa. Ma non c’erano solo quelli che hanno avuto in tasca una tessera missina. C’era anche chi quella stagione non l’ha mai vissuta ma guarda ad essa in cerca di ispirazione. Tra di loro anche i ragazzi di Azione universitaria (Au), a cominciare dal consigliere d’amministrazione dell’ateneo D’Annunzio Nicola D’Ambrosio (che è anche membro del Consiglio nazionale degli studenti universitari e commissario provinciale di Au), con Pierpaolo Toto e il portavoce cittadino di Fratelli d’Italia Roberto Miscia, entrambi di Au.

«Non vogliamo fare un’operazione nostalgia, ma vogliamo ricordare un pezzo della nostra storia», ha spiegato in apertura Di Stefano, membro del comitato dei garanti della Fondazione Alleanza Nazionale, che ha scelto come tema di quest’anno proprio la rievocazione del settantesimo della fondazione dell’Msi. La manifestazione si è aperta con l’esecuzione dell’Inno d’Italia, «che all’epoca», ha sottolineato Di Stefano, «eravamo solo noi a cantare». L’evento è stato organizzato a Chieti, ha spiegato infine l’onorevole, «perché la città è stata l’unica in Abruzzo ad essere stata amministrata da un sindaco missino, Nicola Cucullo». Oltre a Cucullo, Di Stefano ha ricordato anche la figura di Nino Sospiri. Col fazzoletto dell’Msi al collo, il consigliere Febbo ha raccontato, invece, come si è avvicinato al partito: «A Chieti c’era un torneo di pallacanestro internazionale, che ogni anno ospitava squadre russe e slave. Erano due mondi che si scontravano e anche i sostenitori italiani. Una parte sventolava la bandiera rossa, l’altra il tricolore. Io scelsi il tricolore e tutti i suoi valori». Oltre all’Inno di Mameli sono stati eseguiti anche l’Inno a Roma e l’inno dei giovani di destra Il domani appartiene a noi, cantato da tutti in sala. Tra video storici, dove campeggiava su tutte la figura di Giorgio Almirante, sono saliti sul palco anche Raffaele Delfino, 87 anni splendidamente portati, eletto alla Camera con l’Msi e storico punto di riferimento della destra abruzzese, e Giuseppe Tagliente che fu presidente nazionale del Fuan, il Fronte universitario di azione nazionale.

Arianna Iannotti