E Mozzagrogna piange Marcantonio

“Don Nicola” è morto nell’ospedale di Pescara. Il sindaco: ha dato tanto al paese
MOZZAGROGNA. Avrebbe compiuto a breve 70 anni, Nicola Marcantonio, stroncato invece martedì mattina dalle conseguenze del coronavirus, nell’ospedale di Pescara, dove era ricoverato da diversi giorni in terapia intensiva, dopo essere risultato positivo al virus.
Il paese di Mozzagrogna si stringe al cordoglio della famiglia. “Don Nicola”, così come lo conoscono tutti, era molto conosciuto. Imprenditore agricolo, da anni viveva a Pescara, ma aveva lasciato la residenza a Mozzagrogna, suo amato paese, dove campeggia in piazza San Rocco uno splendido palazzo in stile liberty appartenuto alla sua famiglia, probabilmente progettato dal noto architetto Gino Coppedè tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900.
Da diversi anni Marcanonio aveva concesso l’uso della residenza e di alcune cantine storiche del paese al Comune per manifestazioni, concerti ed eventi. Importante proprietario terriero - in passato i Marcantonio si diceva possedessero fondi e diverse masserie da Casoli fino al mare - Marcantonio, assieme ai suoi figli, aveva diversificato le sue attività. Suo ad esempio il parco fotovoltaico in località Sant’Onofrio. La famiglia ha anche sapientemente restaurato un castello di proprietà a Cepagatti, divenuto un luogo per matrimoni, eventi aziendali e piccole cerimonie.
«Siamo profondamente addolorati per la scomparsa del nostro concittadino», commenta il sindaco, Tommaso Schips, a nome della sua amministrazione e del Comune, «don Nicola era da sempre disponibile a una collaborazione attiva e partecipata con le iniziative del Comune. Ha donato terreni, ad esempio quelli dove sorgono la scuola elementare e il campo sportivo, e si è sempre interessato alla vita del paese. Mozzagrogna gli ha dato tanto, ma anche lui ha fatto molto per la sua comunità». (d.d.l.)
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