E nell’oasi-riserva i cinghiali non possono essere uccisi

31 Agosto 2018

VASTO. I branchi di cinghiali che bivaccano nella riserva di Punta Aderci, possono essere catturati ma non soppressi. Questo è quanto riferito in municipio ai rappresentanti del Comitato Terre di...

VASTO. I branchi di cinghiali che bivaccano nella riserva di Punta Aderci, possono essere catturati ma non soppressi. Questo è quanto riferito in municipio ai rappresentanti del Comitato Terre di Punta Aderci che avevano sollecitato un summit.
La cattura è stata decisa e messa per iscritto dall’Ispra, Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale. La soluzione appare tuttavia una beffa sia al comitato che agli operatori agricoli che hanno subito danni gravissimi per la presenza dei cinghiali. Per catturare gli ungulati servono gabbie costosissime: 7mila euro l’una. Una spesa insostenibile e che l’esperienza insegna che non è affatto efficace.
I residenti e gli agricoltori della zona, ma anche gli automobilisti e molti turisti che questa estate hanno avuto problemi a causa degli incontri ravvicinati con i cinghiali , chiedono l’abbattimento degli animali. «Vorrei chiedere», dice un agricoltore, «a chi protegge questi animali selvaggi, chi mi ridarà il grano che ho perso? Tutti i seminativi sono stati distrutti e ora i branchi hanno preso di mira anche i vigneti».
Diversi viticoltori hanno fatto recintare i vigneti e acceso dispositivi per allontanare gli animali. C’è chi minaccia di ricorrere alla corrente elettrica.
Il Comitato Terre di Punta Aderci ha avviato una petizione per sollecitare il selecontrollo. La stessa richiesta arriva dagli agricoltori di Casalbordino e Pollutri e dai pendolari che ogni giorno dal Vastese raggiungono la Val di Sangro. «La strada Casalbordino-Pollutri», affermano i pendolari, «ormai è piena di cinghiali. È mai possibile che la nostra vita valga meno di quella di un cinghiale?».
Anche loro sono decisi ad avviare una raccolta di firme da presentare al prefetto di Chieti. «È una questione di sicurezza pubblica», dicono. (p.c.)
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