E ora gli avvocati sostengono i profughi

L’Ordine forense offre un servizio per seguire legalmente i rifugiati. Tatozzi: «È un aiuto concreto»
CHIETI. Un «contact point Ukraina» per sostenere i profughi in fuga dalla guerra. È stato costituito dall’Ordine degli avvocati di Chieti, che ha aderito all’iniziativa proposta dal Consiglio nazionale forense (Cnf). L’obiettivo è offrire un aiuto «per affrontare problemi che spaziano dal riconoscimento dello stato di rifugiato, all’assegnazione di un alloggio, al sostegno alimentare, alla cura sanitaria, al ricongiungimento familiare e quant’altro, con particolare riferimento alle necessità dei minori, e richiederanno non solo competenza nella disciplina della migrazione ma anche disponibilità alle relazioni con i servizi assistenziali territoriali, pubblici e gestiti da associazioni di volontariato».
«Anche in questo caso», dice Goffredo Tatozzi, presidente dell’Ordine degli avvocati di Chieti, «il foro teatino ha dimostrato una grande sensibilità nei confronti della popolazione ucraina che subisce quotidianamente gli effetti di una guerra assurda e ingiustificata, tanto che, in appena un giorno, si sono fatti avanti quindici colleghi. Su precisa indicazione del Cnf, però, abbiamo dovuto ridurre il numero degli avvocati disponibili, che verranno inseriti in un elenco nazionale: sono stati indicati coloro che per primi hanno fatto pervenire la loro richiesta, ovvero gli avvocati Alessandra Supino e Corradino Marinelli. Nei prossimi giorni saranno fornite indicazioni più precise su tutte le iniziative. Il nostro è un modo concreto per essere vicini ai profughi». (g.let.)
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