E ora è scontro tra Salvini e i produttori
Ha provocato polemiche la sentenza della Cassazione che ha vietato la vendita della cannabis light: al coro di esultanza del fronte del no alla canapa sativa, rispondono sostenitori e associazioni di...
Ha provocato polemiche la sentenza della Cassazione che ha vietato la vendita della cannabis light: al coro di esultanza del fronte del no alla canapa sativa, rispondono sostenitori e associazioni di categoria, commercianti e agricoltori che hanno investito sul business della canapa e ora sperano di non soccombere. In attesa delle motivazioni della sentenza, i cannabis shop potranno continuare a vendere prodotti senza Thc, il principio attivo della cannabis: biscotti, dolci, pasta, magliette.
Sul giro di vite dettato dal governo, interviene anche Federcanapa che offre assistenza legale ai produttori e rivenditori ora alle prese con perquisizioni, sequestri e denunce: Federcanapa assicura «il suo sostegno e il sostegno dei suoi legali a quei negozianti che intendono proseguire la loro attività di vendita, nel rispetto dei criteri indicati». Per Federcanapa, «il pronunciamento delle sezioni penali unite della Cassazione, al di là del merito giuridico, sta creando forte preoccupazione in tutto il settore e, in particolare, in chi commercia prodotti in canapa. Una preoccupazione amplificata ad arte dalle dichiarazioni del nostro ministro dell’Interno durante e dopo la campagna elettorale, che si ostina a identificare i negozi di articoli in canapa con luoghi di spaccio di droga. I prodotti a marchio “Fiore di Canapa Italiano”, ottenuti in conformità con la legge, sono privi di efficacia drogante e di rischi per la salute e, di conseguenza, la relativa commercializzazione non costituisce reato».
Sul giro di vite dettato dal governo, interviene anche Federcanapa che offre assistenza legale ai produttori e rivenditori ora alle prese con perquisizioni, sequestri e denunce: Federcanapa assicura «il suo sostegno e il sostegno dei suoi legali a quei negozianti che intendono proseguire la loro attività di vendita, nel rispetto dei criteri indicati». Per Federcanapa, «il pronunciamento delle sezioni penali unite della Cassazione, al di là del merito giuridico, sta creando forte preoccupazione in tutto il settore e, in particolare, in chi commercia prodotti in canapa. Una preoccupazione amplificata ad arte dalle dichiarazioni del nostro ministro dell’Interno durante e dopo la campagna elettorale, che si ostina a identificare i negozi di articoli in canapa con luoghi di spaccio di droga. I prodotti a marchio “Fiore di Canapa Italiano”, ottenuti in conformità con la legge, sono privi di efficacia drogante e di rischi per la salute e, di conseguenza, la relativa commercializzazione non costituisce reato».

