E Parolin celebra la messa

Nella cattedrale accolto il segretario di Papa Francesco
CHIETI . «L’amore che si fa servizio. L’amore come perdono e come dono di sé. Come fece il vescovo Giustino e come ha fatto Christian Carlassare, vescovo di Rumbek, gambizzato nel Sud Sudan». Dal quinto secolo, l’epoca di San Giustino, ai giorni nostri: il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato di Papa Francesco, fa un salto nel tempo per tornare sul «tema cristiano per eccellenza, quello dell’amore». Nel giorno della festa del santo patrono, in una cattedrale piena ma non gremita, a causa delle regole Covid, è il segretario di Stato di Papa Francesco a celebrare la messa solenne in onore di San Giustino.
Ha risposto all’invito dell’arcivescovo Bruno Forte, che lo ha voluto in città proprio in occasione della festa religiosa più cara alla città. Al termine della celebrazione monsignor Forte lo ha ringraziato pubblicamente a nome di tutta la diocesi di Chieti Vasto, «e se è possibile torni, che ci fa piacere», ha aggiunto l’arcivescovo. Prima della messa, il cardinal Parolin si è intrattenuto con tutto il clero dell’arcidiocesi. Ha risposto alle domande dei 150 sacerdoti, nell’ambito della giornata mensile sacerdotale accorpata per l’occasione alla festa di San Giustino. Festa del santo patrono che, a causa del Covid, non ha visto grandi manifestazioni organizzate in città ma che è stata certamente impreziosita dalla presenza del primo collaboratore di Papa Francesco. Dopo la celebrazione il cardinale ha pranzato al Seminario regionale insieme a monsignor Forte e a monsignor Giuseppe Di Falco, vescovo emerito di Sulmona, monsignor Emidio Cipollone, arcivescovo di Lanciano, monsignor Domenico Angelo Scotti, vescovo emerito di Trivento, monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara Penne e al cardinal Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila.
Poi con Forte è andato al santuario del Volto santo di Manoppello per una visita privata prima di tornare a Roma.
Alla messa in cattedrale c’erano il prefetto Armando Forgione, il sindaco Diego Ferrara, il questore Annino Gargano e altri rappresentanti delle forze dell’ordine, tra cui il comandante della Legione carabinieri Abruzzo e Molise, generale Carlo Cerrina. (a.i.)

