E per gli indagati scatta il “Daspo Willy”

Il questore pronto a firmare altri provvedimenti per vietare ai facinorosi di frequentare i locali
CHIETI. Chi si rende responsabile di episodi di violenza durante la movida va «espulso» dai locali. È chiara la linea tracciata dal questore Annino Gargano, dopo le riunioni del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Armando Forgione. Ed è l’effetto del “Daspo Willy”, ossia il divieto di frequentare bar e pub che prende il nome dal giovane di Colleferro pestato a morte, nel settembre del 2020, in una rissa. Il provvedimento può scattare nei confronti di coloro che «abbiano riportato una o più denunce o condanne anche con sentenza non definitiva nel corso degli ultimi tre anni per la vendita o la cessione di droga, per fatti commessi all’interno o nelle immediate vicinanze di scuole, plessi scolastici, sedi universitarie, locali pubblici o aperti al pubblico». Non è più necessario, quindi, attendere il passaggio in giudicato della sentenza di condanna. Già nelle scorse settimane, dunque, sono partiti i primi provvedimenti. Ed è certo che, a breve, ne arriveranno altri. Non solo “Daspo Willy”: il questore ha inviato lettere di diffida ai titolari dei locali che non collaborano con le forze dell’ordine e che non fanno nulla per evitare aggressioni e risse.
È una sorta di cartellino giallo: se i gestori dei pub e dei bar in questione violeranno ancora le norme, verrà ordinata la chiusura, come prevede d’altronde il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza nei casi in cui all’interno o nelle vicinanze degli esercizi pubblici si verifichino gravi disordini oppure i luoghi del divertimento diventino ritrovo abituale di persone pregiudicate o pericolose. (g.let.)
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