E Pilkington rivede i sindacati a metà mese

San Salvo. Cresce l’attesa per il nuovo incontro in vista delle iniziative contro il caro energetico
SAN SALVO. Le ferie sono alle spalle, l’autunno per il terzo anno consecutivo porta sulle industrie del Vastese nuvoloni neri. Non è esclusa la Nsg Pilkington. Da una settimana i dipendenti del colosso internazionale del vetro sono tornati al lavoro con una grossa incognita: il futuro. L’azienda da mesi ricorre agli ammortizzatori sociali per evitare licenziamenti. Il lievitare dei costi energetici è un macigno per una industria che lavora con forni perennemente accesi. L'attesa per i provvedimenti che andrà a varare il governo è grande. A metà settembre è previsto un incontro fra azienda e sindacati per fare il punto della situazione. Il problema dei costi riguarda anche i due stabilimenti satelliti di Primo e Bravo anche se in modo minore.
Il malessere serpeggia già da qualche mese. Pilkington, al pari di molte aziende energivore, ha visto ridursi il margine operativo lordo, eroso dal caro bollette. Il colosso vetrario a marzo ha deciso di fermare la produzione per una settimana, per evitare il tracollo. In estate le ferie sono durate un mese. Da Piana Sant'Angelo torna a levarsi un nuovo grido d’allarme. Le bollette sono impazzite. Se a dicembre 2021 il prezzo dell’energia elettrica era cresciuto del 280% rispetto al valore di gennaio 2021, la guerra in Ucraina ha peggiorato ancora le cose. Pilkington, che era riuscita a trovare una soluzione alla crisi con i cosiddetti “contratti di espansione”, sta valutando la situazione auspicando che sopraggiungano al più presto iniziative che riportino le spese all'interno di margini compatibili con la redditività. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

