E Pupillo incalza su disagi e tagli al Renzetti

29 Novembre 2023

L’ex primo cittadino all’amministrazione: «È lontana dai problemi dell’ospedale ridimensionato»

LANCIANO. «Il taglio continuo di reparti e servizi come la dialisi; l’assurda idea della costruzione del nuovo ospedale col “cuci e scuci” (cioè la realizzazione di palazzine nuove all’interno del vecchio presidio abbattendone altre); il silenzio della giunta Paolini di fronte allo scempio che si sta compiendo sull’ospedale Renzetti: scelte scellerate a danno dei pazienti». L’ex sindaco e medico del Renzetti Mario Pupillo interviene sul taglio della dialisi dall’ospedale che ha provocato proteste di fronte al presidio da parte di associazioni come l’Aned, pazienti, del comitato “Uniti per la salute” il mese scorso e che ora si allargano a macchia d’olio nella Asl con la proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera. Questa prevede nell’azienda Lanciano Vasto Chieti il taglio delle postazioni dialisi nei presidi che devono passare da 86 a 20.
«La rete ospedaliera dimostra che esistono due pesi e due misure nelle scelte regionali nella sanità», dice Pupillo, «e nel servizio di dialisi è lampante. Al Renzetti il servizio è cancellato perché considerato territoriale. Ma la sorpresa e l’assurdità è che questo servizio è invece negli altri ospedali di Sulmona, Popoli, Avezzano, Penne, Castel di Sangro, Giulianova e Atri. Negli ospedali provinciali, essendoci il reparto Nefrologia, il problema non si pone perché la dialisi è nel reparto. Insomma nella Asl di Chieti l’emodialisi è ritenuta un servizio territoriale, e quindi non deve esserci nel Renzetti, e non si sa dove finirà perché per l’ex Eca indicata da Schael come sede non ci sono progetti né fondi, mentre nelle altre Asl è collocata negli ospedali. Una amara contraddizione che depotenzia l’ospedale di Lanciano ma soprattutto danneggia i pazienti».
L’ex sindaco evidenzia come gli emodializzati abbiano bisogno di un luogo di cura che assicuri interventi immediati per le emergenze e questo è l’ospedale. «Spesso questi pazienti richiedono interventi tempo dipendenti ad opera di cardiologici, internisti, rianimatori che ovviamente sono dentro gli ospedali», evidenzia Pupillo, «e al contrario anche i medici ospedalieri hanno bisogno di consulenze per pazienti nefropatici nei reparti (800 in un anno a Lanciano) e fare una dialisi nel reparto di degenza (120 emodialisi all’anno circa nel Renzetti). Se la dialisi fosse fuori l’ospedale, ci sarebbero ritardi e problemi». Problemi che sembrano non interessare il sindaco Paolini: «Sorprende il silenzio della giunta e del sindaco Paolini», attacca Pupillo, «assenti e lontani da questo e altri problemi del Renzetti ridimensionato e depotenziato. Dopo la chiusura nei fine settimana di oculistica, urologia e otorino- reparti che Verì disse sarebbero stati operativi 7 giorni su 7, ora il colpo di grazia arriva con l’eliminazione dall’ospedale della dialisi».
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