E quelle immagini sono già circolate

Quello che accadeva nell’aula di San Salvo in cui insegnava la maestra, accusata di presunti maltrattamenti, sarebbe stato raccontato o mostrato ad altri nonostante quel materiale fosse coperto dal...
Quello che accadeva nell’aula di San Salvo in cui insegnava la maestra, accusata di presunti maltrattamenti, sarebbe stato raccontato o mostrato ad altri nonostante quel materiale fosse coperto dal segreto istruttorio. È la violazione del segreto istruttorio contestata dagli investigatori della procura distrettuale antimafia dell’Aquila, al maresciallo Giuseppe Mancino (nella foto), finito ai domiciliari da dieci giorni. Il difensore del carabiniere, l’avvocato Fiorenzo Cieri, rigetta le accuse e ha fatto ricorso al tribunale del Riesame: secondo la difesa, non reggono neanche le contestazioni di peculato in concorso con il maresciallo Antonello Carnevale, come pure l’accesso illegale al sistema informatico e il possesso illegale di munizioni da guerra. Anche il legale del maresciallo Carnevale si è appellato al Riesame. «I due militari ritengono di avere sempre servito fedelmente lo Stato», hanno scritto in una nota gli avvocati Cieri e Orlando. L’udienza davanti al Riesame si è tenuta lunedì scorso e al termine il giudice si è riservato di decidere: da tre giorni si è in attesa del deposito della sentenza. Le accuse contro i due carabinieri, epilogo di una indagine durata 5 mesi, sono elencate in un fascicolo di 7mila pagine. Ma anche le memorie difensive sono corpose. La decisione su un’eventuale scarcerazione è attese a ore. (p.c.)

