E San Martino protesta per i tagli alle Poste

3 Marzo 2015

SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. «Ci chiudono l’ospedale di Guardiagrele, aboliscono corse di autobus, le nostre strade vanno in rovina senza ricevere un’adeguata manutenzione. E ora chiudono per 3...

SAN MARTINO SULLA MARRUCINA. «Ci chiudono l’ospedale di Guardiagrele, aboliscono corse di autobus, le nostre strade vanno in rovina senza ricevere un’adeguata manutenzione. E ora chiudono per 3 giorni su 6 l’ufficio postale, a ennesima riprova che le zone interne sono vittima di una politica che tende allo spopolamento mentre nelle zone costiere aumentano i disoccupati e i sottoccupati, quando dalle nostre parti si potrebbero innescare tante opportunità economiche che evidentemente non vengono colte». Anche se pronunciato con tono calmo e pacato, quello del sindaco Luciano Giammarino è uno sfogo in piena regola sull’abbandono strisciante che ormai coinvolge tutti i piccoli centri appena un po’ lontani dal mare e più vicini alla montagna.

A dare la stura alle polemiche in paese è la decisione di Poste italiane, direzione provinciale di Chieti, che al calendario settimanale di apertura mattutina dal lunedì al sabato in vigore da decenni, ha sostituito un orario dimezzato: dal 13 aprile si aprirà soltanto il martedì, il giovedì e il sabato. La giunta comunale su proposta del sindaco ha approvato una delibera in cui si chiede «a Poste Italiane Spa di non attuare sul territorio di San Martino sulla Marrucina una riduzione così pesante dell’orario di apertura dell’ufficio postale, in modo da garantire anche ai cittadini di questo Comune l’accesso universale ai servizi essenziali». In giunta hanno affrontato la questione considerando le conseguenze del taglio del servizio postale. «L’ufficio postale martinese», spiega Giammarino, «era classificata da Poste italiane tra gli sportelli più attivi della provincia. Aggiungiamo che ormai le poste da noi svolgono anche le funzioni di una banca. E anche i disagi per la popolazione anziana». (f.b.)