E Santa Maria Maggiore chiude per due anni

7 Giugno 2019

Interventi di consolidamento nella parte del duomo riservata al pubblico. Fedeli a San Nicola

LANCIANO. Chiude la Chiesa di Santa Maria Maggiore, fino a luglio 2021. A dare la notizia sono la Curia e il parroco don Domenico Di Salvatore. La chiesa, già da due anni è oggetto di importati lavori di restauro e consolidamento iniziati dopo il nulla osta della Soprintendenza dato nel dicembre 2017. «I lavori di manutenzione straordinaria e risanamento igienico sanitario e consolidamento di Santa Maria Maggiore sono stati consegnati a settembre 2018», spiega Carmine Paolini, referente della comunicazione della curia, «all’impresa Sciascio Consiglio Domenico. Da allora vista la delicatezza degli interventi si è lavorato su parti che non interferivano con le quotidiane attività liturgiche e con la fruibilità dell’edificio. Parliamo del lato dell’ampliamento, della parte della sagrestia, delle cappelle, quella spagnola, quella della madonna Addolorata a cui è intitolata la confraternita della chiesa e da cui si accede ad un piano superiore dell'edificio dove c’è una sala restaurata. Ora, invece, gli interventi interferiranno con aree aperte al pubblico quindi bisogna chiudere la Chiesa fino al termine dei lavori, previsti a luglio 2021». «I lavori ora riguarderanno la parte più antica della Chiesa», aggiunge don Domenico, «la parte gotica cistercense, dove si celebra messa. Si lavorerà anche sulle coperture perché ci sono infiltrazioni d’acqua».
La parrocchia di riferimento per i fedeli sarà quella di San Nicola. Si spera non fino a luglio 2021 perché se così fosse, la chiesa resterebbe chiusa ai fedeli ma anche ai tanti turisti, due anni. «La data è indicativa», chiudono dalla Curia, «sono lavori delicati su parti antiche e quindi potrebbero esserci degli imprevisti. Ad ogni modo poi alla fine dei lavori la città e i turisti avranno modo di ammirare l’intero complesso di Santa Maria Maggiore».
Per ora le opere più preziose al suo interno si possono ammirare al Museo diocesano, ossia il crocifisso di Nicola da Guardiagrele del 1422 e il trittico della Madonna col Bambino tra San Nicola di Bari e San Tommaso (1531). Ma la chiesa più antica di Lanciano non è l’unica oggetto di lavori. Si sono conclusi la settimana scorsa quelli sulla facciata di Sant’Agostino e ieri è stata smontata l’impalcatura alla Cattedrale per la fine dei lavori sul terrazzo e la sagrestia dopo che lo scorso anno sono stati ultimati quelli di pulizia e restauro della facciata.
Teresa Di Rocco
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